In genere ci preoccupiamo della nostra assunzione di vitamina C in autunno per il suo ruolo nel sostenere le difese immunitarie contro i tipici malanni di stagione. E allora cominciamo a bere spremute di agrumi o mangiare kiwi per sentirci più protetti. Dimenticandoci che, in realtà, questa vitamina si rivela essenziale in tutte le stagioni dell’anno ma anche in quelle della vita, come vedremo più avanti.
In estate, ad esempio, il nostro corpo è sottoposto a notevoli stress ossidativi dovuti alle alte temperature e all’esposizione solare. A questo proposito, la vitamina C proveniente in modo naturale dai cibi (non servono integratori) è fondamentale per la salute e la compattezza della pelle, come ha dimostrato una ricerca molto interessante.
Una pelle vitaminica
Spesso affidiamo la salute della nostra pelle esclusivamente a creme e sieri, ma le scoperte più intriganti arrivano direttamente dalla tavola. Un recente studio condotto dai ricercatori della University of Otago (Nuova Zelanda) e pubblicato sul Journal of Investigative Dermatology ha dimostrato che la vitamina C assunta attraverso gli alimenti viaggia nel flusso sanguigno fino a raggiungere e nutrire ogni singolo strato della pelle.
I risultati mostrano che aumentare l'apporto dietetico di questo nutriente stimola in modo diretto la produzione di collagene e accelera il rinnovamento cellulare. Nello studio, ai partecipanti è bastato consumare due kiwi al giorno per registrare, nel giro di poche settimane, un reale ispessimento cutaneo e una migliore rigenerazione dello strato epidermico esterno. Le cellule della pelle, infatti, assorbono la vitamina C dal sangue in maniera estremamente efficiente, offrendo risultati che le applicazioni topiche faticano a eguagliare.
Al cervello piace la Vitamina C
Della stretta relazione tra il consumo di frutta e la fisiologia della struttura cerebrale ci eravamo già occupati in questo precedente post, così come avevamo approfondito il fatto che mangiare frutta abitualmente giovi in modo significativo all'umore, come nel caso delle persone mature o aiuti a dormire meglio i giovani.
Oggi, a confermare ulteriormente il ruolo della dieta, si aggiunge un nuovo e ampio studio giapponese condotto dall'Università di Hirosaki e pubblicato sulla rivista PLOS One. I ricercatori hanno analizzato le risonanze magnetiche e i livelli di vitamina C nel sangue di oltre duemila adulti ultrasessantaquattrenni. L'evidenza è chiara: a livelli più bassi di vitamina C nel plasma corrisponde un volume inferiore di materia grigia e una minore connettività all'interno della "Default Mode Network", ossia la rete cerebrale coinvolta in funzioni fondamentali come l'attenzione e la memoria.
Un'alimentazione naturalmente ricca di vitamina C offre, quindi, un supporto concreto nel contrastare il declino cognitivo legato all'età, agendo in sinergia con fibre e polifenoli presenti nei vegetali interi. Un aspetto cruciale per massimizzare questi benefici è consumare i vegetali al naturale: frutta e verdura sono miniere di antiossidanti, fibre e micronutrienti essenziali per promuovere un'ottimale funzione cerebrale, ma molti di questi composti si degradano facilmente con il calore.
Il fatto che la frutta venga mangiata prevalentemente cruda permette di preservarne intatto il potenziale nutritivo, spiegando probabilmente così la sua influenza particolarmente positiva sulla salute di mente e corpo.
Peperoni battono arance: la Vitamina C nei vegetali estivi
Ecco un pratico riepilogo sui principali ortaggi e i frutti estivi su cui puntare per raggiungere facilmente il fabbisogno quotidiano.
Peperoni. Da crudi forniscono più vitamina C degli agrumi (oltre 150 mg/100 g). Bastano 50 g per superare il fabbisogno giornaliero di una donna adulta. I peperoni rossi e gialli ne contengono più dei verdi.
Pomodori. Quando crudi, con i loro 25 mg/100 g, contengono più vitamina C di frutti come mele o albicocche.
Melone. Per dare un’idea, la porzione consigliata da 150 g apporta 48 mg di vitamina C, oltre a essere ricchissimo d’acqua (90%), di antiossidanti e di potassio.
Anguria. La più idratante di tutti (95% d’acqua), la C è presente, ma in misura minore rispetto al melone con 12 mg/150 g, e in compenso ha altri antiossidanti utili per la pelle.
Albicocche e pesche. In questi frutti si trova un misto vitaminico ideale per la pelle, ma la sfida della C è vinta dalle albicocche con 9 mg per porzione rispetto alle seconde (6 mg).
Frutti di bosco. In cima alla classifica per il contenuto di vitamina C a porzione troviamo il ribes nero (270 mg), seguito dai lamponi (37 mg) e dai mirtilli (20 mg). Per le classiche more di rovo l'apporto è di 16 mg, mentre le more di gelso (sia bianche che nere) si fermano a circa 7 mg.





