Solo tre ingredienti?

Indivia ingabbiata al forno 518

Indivia ingabbiata al forno 318Come altre questa ricetta era rimasta in lunga attesa di pubblicazione e finalmente vede la luce sul blog riprendendosi la visibilità che avrebbe voluto subito.
Il fatto di avere e essere composta da solo tre ingredienti è allo stesso tempo fantastico e credo un po’ sconvolgente per alcuni, chi concepisce la cucina solo in funzione di artefatti, lunghi percorsi e numerosi attori alimentari è possibile non la consideri minimamente.

A me, al di la della sua bontà che solo ripetendola e gustandola si potrà giudicare, serve invece proprio per mettere a fuoco come la genialità vera di chi opera in cucina sta proprio quando da poco sa tirare fuori tanto.
E non viceversa.
Quindi tre ingredienti, due farine e l’indivia belga, e forse anche solo con due si potrebbero raccontare belle suggestioni se si riesce a trovare l’intuizione culinaria giusta.
Vorrei farvi osservare però che solo tre ingredienti è vero solo in parte, solo alla prima occhiata, solo non tenendo conto di comprimari che comprimari non lo sono affatto.
Intanto iniziamo dall’olio da olive, cioè quello che dovrebbe essere il primo ingrediente per importanza, quello a cui adattare la materia prima se la sua qualità di partenza, intendo dell’olio, è qualità vera.
E allora partendo dall’olio buono si possono creare ricette buone, a 360 gradi buone, in senso organolettico e in senso salutistico.
Teniamo poi conto anche del sale, qui non tanto come qualità determinante, ma come quantità determinante e non solo per una questione di salute ma per non compromettere la capacità dei sensi di saper sentire fino in fondo i sapori che il sale in eccesso può totalmente spegnere.
Infine non trascuriamo l’acqua, l’ingrediente onnipresente sempre e a prescindere da chi, come e quando esegue un piatto.
Insomma alla fine da tre siamo arrivati a sei e l’approfondimento su quello che fa parte di una ricetta potrebbe continuare ancora.
Ma per ora qui mi fermo e vi lascio alla mia “umile” ricetta.

 

Indivia ingabbiata al forno

Indivia ingabbiata al forno 518

Ingredienti per 4 persone:

  • 80 g di farina bianca,
  • 40 g di farina integrale,
  • 4 cespi di indivia belga,
  • pepe,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Mescolare insieme le due farine con un pizzico di sale e disporle a fontana su una spianatoia, impastarle  con 2 cucchiai di olio e la poca acqua fredda necessaria a ottenere un impasto morbido da lasciare riposare per almeno 30 minuti.
  2. Mondare e lavare l’indivia belga, tagliarla in 4 spicchi per il lungo e condirla con un pizzico di sale, una macinata di pepe e 2-3 cucchiai di olio.
  3. Stendere sottilmente l’impasto e con un tagliapasta rigato ricavare delle striscioline larghe almeno 1 cm e lunghe circa 30, avvolgere a spirale le striscioline su ogni spicchio di indivia e metterle in una teglia rivestita con carta da forno.
  4. Cuocere nel forno caldo a 180 gradi per 15-20 minuti circa, servire come stuzzicante antipasto con una salsina a scelta.

1 COMMENTO

  1. Buongiorno!semplicemente geniale questa ricetta.Al prossimo buffet la provo sicuramente.Eventualmente l’indivia (che è una delle poche verdure che non adoro ), si potrebbe sostituire con una scarola?me la vedrei bene qualche goccia di balsamico tradizionale di reggio emilia (che in tanti non conoscono perchè pensano all’aceto dei supermercati che è solo caramello e coloranti).ne ho comprato uno invece in montgna, in una piccola acetaia a conduzione familiare, che ha 25 anni di invecchiamento.ovvio, da usarsi col contagocce.ma quanto è buono!!!!la prima volta che l’ho assaggiato, mi son detta…cosa ho mangiato fino adesso?
    a proposito.mi sono abbonata alla rivista, facevo sempre molta fatica a trovarla, dovevo girare semrpe almeno 5 edicole per trovarla, così l’altro giorno mi sono abbonata (e mi arriva anche il libro del metodo kousmine).

    • Ciao Valentina,
      si potresti anche con della scarola se non fosse che è molto meno facile da legare e tenere insieme, ma potrebbe funzionare.
      Sull’aceto balsamico hai perfettamente ragione, ricordo ancora quando ho visitato il museo a lui dedicato e assaggiato il “vero” balsamico; fantascienza rispetto alle schifezze del supermercato e comunque un altro prodotto e un’altra concezione del condimento e della filosofia produttiva, poi la storia, gli uomini, le tradizioni, insomma questi prodotti sono un patrimonio immenso per tantissimi aspetti.
      Per la rivista hai fatto benissimo e lo consiglio sempre, vista la comodità perché non sfruttarla?
      A presto
      Giuseppe

  2. è vero!vedi la differenza fra uno chef e una semplice cuciniera…io non ci avevo mica pensato al fatto che la scarola fa più fatica a rimanere compatta.grazie! magari ci provo lo stesso, ma con la consapevolezza che si potrebbero disfare.e magari faccio meno impasto per provare.
    buona serata

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