Il contrasto allo spreco alimentare e il ruolo positivo delle erbe aromatiche

Origano fresco 518

Origano secco 318Il contrasto allo spreco alimentare e uno dei filoni più attivi che riguardano la moderna ricerca tesa al miglioramento delle condizioni ambientali e di conseguenza di quelle umane soprattutto in prospettiva di quanto saremo in grado di lasciare ai nostri figli negli anni a venire.
Il tema ha una stretta relazione, e altrimenti non potrebbe essere, con il mondo della cucina che basa la sua essenza sugli alimenti scelti e utilizzati, in questo senso la scelta è premessa all’utilizzo sensato e ottimale delle risorse che solo uno sciocco potrebbe pensare infinite e sempre a nostra disposizione.

Di recente il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha indetto una speciale selezione tesa a stimolare la presentazione di progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi e all'impiego delle eccedenze alimentari.
E tra i dieci progetti vincitori ci sono alcune proposte molto interessanti che vorrei commentare e illustrare insieme a voi avendo, a mio parere, forte attinenza con il cibo cucinato.
Comincio con la proposta messa in campo dall’Università degli Studi di Napoli Federico II che ha cercato una nuova via rispetto al packaging alimentare e la shelf-life, cioè la durata ottimale senza compromissioni, degli alimenti conservati e messi in vendita.
Sappiamo tutti come moltissimi cibi sono avvolti da supporti esterni che ne proteggono l’aspetto igienico e conservativo, elementi che però sono spesso invadenti da un punto di vista ambientale senza un ciclo di recupero efficiente e nei peggiori dei casi con un forte impatto sull’inquinamento.
Cucinando e quindi scegliendo cosa e come acquistare noi possiamo fare molto, ma è indubbio che non sempre possiamo prendere il cibo senza involucri esterni.
L’idea dell’università è rivolta allo sviluppo di un nuovo concetto di imballaggio esterno che pur nel rispetto delle caratteristiche nutrizionali, igieniche e sensoriali degli alimenti non rappresenti un aggravio inquinante o di difficile ricollocazione.
L’obbiettivo è la messa in produzione di pellicole naturali di natura lipidica, proteica o polisaccaridica tese al rilascio di sostanze conservanti con attività antimicrobica e antidegenerativa.
In questo modo si possono meglio rispettare gli standard igienico conservativi e di salute umana pur con un insignificante impatto ambientale insieme a tutte le sinergie economiche che ne seguono.
Quello che colpisce di questo progetto è la prospettiva di utilizzo, insieme ad altri elementi, di oli essenziali di origine vegetale come quello ricavato dall’origano.
Un aspetto che per me che amo alla follia erbe aromatiche e spezie mi riempie di gioia rafforzando ancora di più il ruolo positivo di queste sostanze.
Che come si vede da questa ipotesi progettuale hanno prerogative potentissime se si pensa di utilizzarle addirittura in una chiave così innovativa per cui insiste anche voi molto quando preparate i vostri piatti e le vostre ricette a includere quante più erbe e spezie possibili!!!

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