Con la fine dell’estate e la ripresa dei ritmi abituali, si torna a pensare ai buoni propositi per la salute. Tra questi, però, raramente si decide di scoprire se i valori di colesterolo sono ok. Specie nelle persone giovani questo test viene rimandato a data da destinarsi, considerando che i livelli di grassi nel sangue – che, ricordiamo, sono il fattore di rischio principale dell’aterosclerosi, ma anche di altre patologie – siano una faccenda da affrontare superati i 50 anni. Si tende a credere che, in assenza di sintomi o in giovane età, i vasi sanguigni siano al sicuro. I dati scientifici più recenti dimostrano invece il contrario: il colesterolo lavora in silenzio in modo continuo, non aspetta il passare degli anni e non va certo in vacanza.
Perché conta da quanto tempo è alto
E in effetti, proprio ad agosto è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine un nuovo importante lavoro (lo studio europeo REACT) che ha coinvolto oltre 16.000 soggetti tra i 18 e i 70 anni, suddivisi quasi a metà tra uomini e donne, nessuno dei quali con una diagnosi nota di malattia cardiovascolare. I partecipanti sono stati esaminati con tecniche avanzate di imaging vascolare come l’ecografia 3D, e l'esito è stato sorprendente: ben il 57% delle persone esaminate presentava già forme di aterosclerosi silente. I risultati hanno inoltre confermato che il processo compare molto prima di quanto si ritenesse: è già presente nell’8,7% degli uomini e nel 6,7% delle donne tra i 18 e i 29 anni, localizzandosi inizialmente a livello periferico.
Questi dati rafforzano quanto avevamo già segnalato (se ne parla qui) commentando lo studio dell'Università di Cambridge basato sul celebre Young Finns Study: i ragazzi esposti a valori elevati di colesterolo fin da giovanissimi mostravano da adulti una formazione di placche significativamente maggiore.
Il pericolo principale legato al colesterolo LDL (cosiddetto cattivo), infatti, risiede proprio nel tempo complessivo di esposizione. Avere valori anche solo moderatamente alti per dieci, venti o trent’anni genera un accumulo continuo e progressivo di lipidi e cellule infiammatorie nella parete arteriosa. Aspettare i 50 anni per il primo controllo ematico significa rischiare di scoprire placche formatesi lentamente nel corso di decenni. Senza dimenticare il pericolo dell'effetto yo-yo (diete drastiche alternate a eccessi o terapie farmacologiche discontinue), che accelera l'infiammazione dei vasi.
Non solo dieta
Se da una parte è quindi importante cominciare da giovani a controllare il colesterolo, sarebbe riduttivo pensare che basti mangiare meno grassi: l'alimentazione concorre per circa il 20% ai livelli di colesterolo circolante e il restante 80% viene prodotto dall’organismo, ma ovviamente una dieta equilibrata esercita un'azione protettiva decisiva sull'elasticità e sull'integrità dei vasi. Più che puntare su singoli superfood, l'approccio più efficace consiste nell'abbinare regolarmente gruppi di cibi che lavorano in modo sinergico (qui si approfondisce l'argomento):
- Avena e orzo: ricchi di betaglucani, fibre solubili capaci di formare un gel a livello intestinale che riduce l'assorbimento del colesterolo e modula quello degli zuccheri.
- Legumi: fagioli, ceci, lenticchie e soia apportano fibre solubili che rallentano la digestione e aiutano a contenere l'LDL.
- Frutta e ortaggi ricchi di fibre e pectina: carciofi, cicoria, melanzane, cipolle, mele, pere e agrumi legano i grassi a livello digestivo facilitandone l'eliminazione.
- Frutta a guscio e semi: noci, mandorle, semi di chia, lino e zucca offrono una combinazione di acidi grassi polinsaturi, fitosteroli e fibre che contribuiscono a riequilibrare il profilo lipidico.
- Grassi buoni: il pesce azzurro (sarde, sgombri, alici) è una fonte classica di omega 3 (EPA e DHA) che aiuta a ridurre i trigliceridi e a proteggere le arterie. Per chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana, viene consigliato il consumo molto frequente di noci, semi di lino e semi di chia. È importante per tutti adottare l'olio extravergine d'oliva come condimento principale e anche al posto dei grassi saturi animali.
A completare il quadro preventivo interviene lo stile di vita quotidiano. Un'attività fisica aerobica e regolare (almeno 150 minuti a settimana di camminata a passo svelto, corsa leggera o bicicletta) stimola la produzione di colesterolo HDL, cosiddetto buono, e migliora l'elasticità arteriosa. Altrettanto determinanti sono la cessazione definitiva del fumo, che danneggia direttamente l'endotelio vascolare favorendo l'adesione delle placche, e il sonno: dormire un numero sufficiente di ore aiuta a tenere sotto controllo lo stress ossidativo e l'infiammazione cronica.





