È finalmente arrivata la stagione dei mirtilli selvatici, uno dei frutti più apprezzati per le sue qualità salutistiche e non. Chi ha la fortuna di abitare o di passare le vacanze in montagna, ora può farne scorta e utilizzarli dallo yogurt del mattino alle insalate miste o ai dessert tipo composte, i classici muffin o le crêpes. Oppure conservarli nel freezer, dove si mantengono bene fino a 3-4 mesi.
Caratteristiche nutrizionali dei mirtilli
La porzione standard consigliata dalle nostre linee guida è di 150 g: in questa quantità i mirtilli apportano un contenuto energetico moderato (circa 70 kcal) e forniscono una quota importante di fibra alimentare (4,7 g, pari a circa il 19% del fabbisogno giornaliero). Sempre in questa porzione troviamo micronutrienti essenziali come la vitamina C (22,5 mg, pari al 28% del fabbisogno quotidiano), la vitamina K, importante per sangue e salute delle ossa, e il manganese, che protegge le cellule dallo stress ossidativo.
La caratteristica distintiva dei mirtilli resta la straordinaria ricchezza di polifenoli: una porzione ne apporta tra i 300 e i 600 mg, di cui fino a 400 mg costituiti dalle sole antocianine, i pigmenti responsabili della tipica colorazione blu-violacea. Questi composti svolgono un'efficace azione antiossidante e antinfiammatoria, proteggendo le pareti dei vasi sanguigni dall'azione dei radicali liberi e migliorando la funzionalità dei capillari. Nel periodo estivo, quando le alte temperature possono affaticare il microcircolo e causare pesantezza alle gambe, le sostanze protettive del mirtillo sostengono l'elasticità e la resistenza dei vasi sanguigni; non è infatti un caso che l'estratto di mirtillo sia tra i principi attivi più utilizzati negli integratori alimentari e nei rimedi destinati a favorire la circolazione venosa.
Mirtilli e controllo della glicemia
Gli effetti benefici dei mirtilli riguardano anche i livelli di zuccheri nel sangue. Se in precedenti articoli abbiamo visto come la ricerca scientifica abbia evidenziato il loro ruolo nel frenare l'impatto dei pasti più ricchi e calorici o la loro azione sul controllo della glicemia a digiuno e dell'emoglobina glicata, oggi un nuovo studio clinico pubblicato sull’European Journal of Nutrition ha aggiunto un ulteriore riscontro a questi risultati.
I ricercatori hanno esaminato su un gruppo di volontari gli effetti del consumo di mirtilli (sotto forma di bevande a base di mirtilli selvatici liofilizzati in concentrazioni diverse) insieme a un pasto ricco di carboidrati, riscontrando che un'adeguata quantità di mirtilli riduceva e rallentava l'innalzamento della glicemia e della relativa risposta insulinica nei primi 45 minuti dopo il pasto. Nello stesso tempo, i composti dei mirtilli hanno stimolato la produzione di specifici ormoni (GLP-1 e PYY), che regolano il senso di sazietà e l'assorbimento dei nutrienti. In altre parole, secondo i ricercatori aggiungere una porzione di mirtilli a una colazione o a un pasto principale potrebbe essere un ottimo modo per contenere meglio i rialzi della glicemia postprandiale.
Ovviamente i mirtilli non sono un farmaco e non possono sostituire una terapia, ma certamente metterli spesso a tavola è un regalo per il palato e il benessere.






Ma quando si parla di mirtilli cosa di intende? quelli che vendono al supermercato, o quelli che si raccolgono in bosco? sono piante diverse, ma negli studi riportati sulla stampa non viene mai specificato.
Gentile Elena, nell’articolo si parla dei mirtilli selvatici, ancora di stagione, saluti.