Estate a tavola
Come abbinare frutta e verdura estiva per assorbire più nutrienti?

Una recente ricerca scientifica ha ridimensionato l'impatto della vitamina C sull'assorbimento del ferro: cogliamo l’occasione per parlarne e per proporre qualche abbinamento a tavola che rimane ancora valido. E visto che è estate, il focus è sui vegetali di stagione

Cubo di frutta
foto di Icon Media
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Quando mangiamo il risultato nutrizionale non dipende solo dai singoli alimenti, ma anche dalle combinazioni con cui li mettiamo nello stesso pasto. Esistono abbinamenti virtuosi capaci di creare una vera e propria sinergia – come l'unione tra curcuma e pepe nero – e interazioni che, al contrario, vedono i nutrienti ostacolarsi a vicenda, come accade tra calcio e ferro che competono per gli stessi canali di assorbimento intestinale. Capire come far interagire tra loro i vari cibi permette di ottimizzare l'apporto di vitamine e minerali.
Tra i consigli tradizionali più diffusi per migliorare la biodisponibilità dei nutrienti spicca proprio quello di associare i cibi ricchi di ferro vegetale alla vitamina C: ma si tratta di una sinergia reale o di un mito da ridimensionare?

Vitamina C e ferro

L'aggiunta di cibi ricchi di vitamina C – come agrumi, kiwi, fragole o un goccio di succo di limone – viene da sempre consigliata per aumentare l'assorbimento del ferro non-eme presente nei vegetali. Una recente e imponente revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition ha voluto verificare l'impatto reale di questa associazione analizzando 15 trial clinici condotti su donne e bambini. I risultati hanno riservato qualche sorpresa: se da un lato l'apporto costante di vitamina C durante i pasti ha mostrato nel tempo un modesto miglioramento di alcuni parametri ematici (come la ferritina sierica e l'emoglobina), dall'altro non ha evidenziato un aumento statisticamente significativo nell'assorbimento immediato del ferro da parte dell'organismo (+3,36%, un dato privo di rilevanza clinica), né un incremento delle riserve complessive del minerale nel corpo. Insomma, condire i vegetali con il limone o accompagnare i legumi con una spremuta rimane un'ottima abitudine per fare il pieno di antiossidanti (fondamentali per la pelle, il sistema immunitario e persino la memoria, come spieghiamo qui), ma non rappresenta una soluzione che può risolvere la carenza di ferro.

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Verdure a foglia verde e grassi (sani)

Ortaggi come il cavolo riccio, gli spinaci e le verdure a foglia verde sono ricchissimi di carotenoidi e di vitamine liposolubili (A, D, E e K). Tuttavia, quando vengono consumati da soli o sconditi, l'ambiente acquoso del tratto gastrointestinale rende difficile l'assorbimento di queste molecole.

Quando si aggiunge una quota di grassi – il cui condimento ideale è senza dubbio l'olio extravergine d'oliva – i lipidi vengono scissi nell'intestino formando le cosiddette "micelle miste". Queste strutture avvolgono i nutrienti liposolubili e li trasportano attraverso la mucosa intestinale, aumentando la loro biodisponibilità fino a sei volte rispetto al consumo del vegetale al naturale.

Vegetali colorati con olio o frutta a guscio

I carotenoidi (come il beta-carotene, precursore della vitamina A, la luteina e la zeaxantina) presenti negli ortaggi arancioni, gialli e rossi – come carote, peperoni, albicocche e melone – sono molecole liposolubili che necessitano di una quota di grassi per attivare il trasporto intestinale ed essere assimilate. Accompagnare questi cibi, sia crudi che cotti, con un filo d'olio extravergine d'oliva o consumarli come spuntino insieme a una manciata di frutta a guscio, come le mandorle, fornisce i lipidi necessari a veicolare i loro antiossidanti protettivi. Inoltre, sgranocchiare vegetali crudi abbinati alla frutta secca aiuta a masticare più a lungo, favorisce il senso di sazietà e rende la pausa equilibrata e nutriente.
Anche il licopene contenuto nei pomodori è un potente antiossidante amico della pelle e del sistema cardiovascolare. Trattandosi di una molecola liposolubile, la sua assimilazione aumenta nettamente quando il pomodoro viene cucinato con una fonte di grassi come l'olio extravergine, diventando così fino a cinque volte più biodisponibile (ne parliamo qui).

Curcuma e pepe nero

La curcumina, il principio attivo della curcuma noto per le sue proprietà antiossidanti, presenta naturalmente una bassa biodisponibilità se assunta da sola. L'abbinamento con un pizzico di pepe nero ne aumenta nettamente l'assorbimento: la piperina contenuta nel pepe rallenta la metabolizzazione della curcumina a livello epatico e intestinale, rendendola ampiamente utilizzabile dall'organismo.

Cotture intelligenti che liberano le sostanze nutritive

Anche la tecnica di preparazione incide direttamente sulla resa nutrizionale. Una cottura leggera o al vapore ammorbidisce e rompe le pareti cellulari rigide dei vegetali, liberando i composti bioattivi (come il beta-carotene di carote e zucche) e rendendoli più accessibili alle proteasi digestive. Al contrario, occorre evitare cotture prolungate ad alte temperature e le bolliture che provocano la degradazione e la dispersione nell'acqua delle vitamine termolabili e idrosolubili, come la vitamina C e quelle del gruppo B.

 

 

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