Non è solo caldo. È afa. Quella combinazione di temperature sopra i 32-35°C con umidità elevata che rende l’aria pesante e il corpo esausto.
L'organismo in queste condizioni attiva una vera e propria modalità sopravvivenza:
• La sudorazione diventa meno efficace perché l’umidità impedisce l’evaporazione del sudore → il corpo fatica a raffreddarsi
• Il sistema cardiovascolare lavora molto più del normale (fino al 30-50% in più) per pompare sangue verso la pelle e disperdere calore
• La digestione rallenta perché il corpo devia sangue dagli organi interni verso la periferia
• Si riduce naturalmente l’appetito (digerire genera calore)
• Dopo alcuni giorni consecutivi, cala la produzione di energia mitocondriale e aumenta lo stress ossidativo → ecco spiegato il senso di spossatezza profonda.
Cosa può fare il cibo in questa situazione?
Può aiutare a ridurre il carico sul corpo. Questa settimana il menù è studiato per richiedere il minimo sforzo digestivo possibile e per:
• Fornire idratazione “dall’interno” (acqua di vegetazione)
• Supportare l’equilibrio elettrolitico (potassio, magnesio, sodio)
• Fornire antiossidanti per contrastare lo stress ossidativo da caldo
Alimenti particolarmente utili in questi giorni: cetriolo, zucchine, anguria, melone, pomodori, erbe aromatiche, yogurt e latticini freschi, frutta di stagione.
Servono più o meno proteine con queste temperature?
Il fabbisogno rimane invariato ma un apporto proteico molto alto, soprattutto da fonti animali, è controproducente. La digestione delle proteine genera più calore metabolico, aumenta la perdita di acqua e azoto e può appesantire ulteriormente la digestione. Optiamo per proteine leggere, vegetali e ben distribuite.
In questo momento è perfettamente ragionevole ridurre primi e secondi tradizionali e aumentare gli alimenti di cui abbiamo parlato.
Il menù è fresco, molto idratante e con digestione leggerissima, proprio per alleggerire il lavoro del corpo in questi giorni molto faticosi.












