Testa stanca? A tutta curcuma!


Non passa tempo senza che nuove ricerche confermino le tante qualità di questa spezia arancione, diventata nota anche in Occidente da qualche anno per la sua attività antitumorale. In realtà alla curcuma si attribuiscono anche notevoli proprietà benefiche per la salute del cervello che vanno dalla depressione (vedi mio post) all’Alzheimer (vedi altro post). Oggi voglio parlarvi di un nuovo studio appena pubblicato sul British Journal of Nutrition (qui sotto potete leggerne l’abstract) che ha rilevato l’effetto sulle capacità mentali di un estratto a base di curcuma preso per 3 volte al giorno. I soggetti testati (96) avevano un’età media di 66 anni, ed erano tutti in buona salute. Ebbene dopo sei mesi, chi prendeva la curcuma, rispetto al gruppo che assumeva il placebo, mostrava delle prestazioni mentali superiori, dovute, probabilmente, a un effetto protettivo delle curcuma sul declino cognitivo dovuto all’età. Beh, oggi abbiamo una ragione in più per spolverare i nostri piatti con questa spezia, tra l’altro molto adatta per le ricette estive come, ad esempio, il Tortino di quinoa con caponata alla curcuma che vedete nella foto.

 

 

Br J Nutr. 2016 Apr 22:1-8.

Curcumin and cognition: a randomised, placebo-controlled, double-blind study of community-dwelling older adults.

Rainey-Smith SR1, Brown BM1, Sohrabi HR1, Shah T1, Goozee KG2, Gupta VB1, Martins RN1.

Abstract

Curcumin therapy in animals has produced positive cognitive and behavioural outcomes; results of human trials, however, have been inconsistent. In this study, we report the results of a 12-month, randomised, placebo-controlled, double-blind study that investigated the ability of a curcumin formulation to prevent cognitive decline in a population of community-dwelling older adults. Individuals (n 96) ingested either placebo or 1500 mg/d BiocurcumaxTM for 12 months. A battery of clinical and cognitive measures was administered at baseline and at the 6-month and 12-month follow-up assessments. A significant time×treatment group interaction was observed for the Montreal Cognitive Assessment (repeated-measures analysis; time×treatment; F=3·85, P<0·05). Subsequent analysis revealed that this association was driven by a decline in function of the placebo group at 6 months that was not observed in the curcumin treatment group. No differences were observed between the groups for all other clinical and cognitive measures. Our findings suggest that further longitudinal assessment is required to investigate changes in cognitive outcome measures, ideally in conjunction with biological markers of neurodegeneration.

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