L’arancione dell’estate


Grazie alla loro azione protettiva – e anche leggermente colorante – sull’epidermide, in estate è ormai diventato molto popolare il consiglio di mangiare frutti e ortaggi arancioni per il loro contenuto di carotenoidi. Può, allora, essere utile non fermarsi alla superficie ma saperne qualcosa di più. I carotenoidi sono pigmenti formati dal lunghe catene di carbonio, con un colore che va dal giallo al rosa, dall’arancione al rosso. Presenti in frutti, radici, fiori e frutti di molti vegetali estivi (ma anche in animali, sebbene in misura minore) si dividono in 2 gruppi: le xantofille che contengono atomi di ossigeno (ad esempio luteina e zeaxantina); e i caroteni privi di ossigeno che comprendono il betacarotene, i caroteni minori (ad esempio, alfa e gamma carotene) e il licopene. L’organismo umano non è in grado di sintetizzarli e perciò deve assumerli con l’alimentazione. Sono tutti liposolubili (passano, infatti, nel latte materno) e resistono alla cottura che in molti casi ne può aumentare la biodisponibilità. Nel caso del licopene, ad esempio, la sua concentrazione è maggiore di quasi 10 volte nei derivati del pomodoro rispetto al vegetale crudo. Le loro attività biologiche principali sono l’azione antiossidante, l’effetto protettivo per l’epidermide dai danni solari e quello sui tumori. Tra le fonti animali: fegato, carne, pesce (salmone), uova, latte. Tra quelle vegetali: albicocche, anguria, arance rosse e pompelmi rosa e rossi, asparagi, broccoli, carote, mais, indivia, lattuga, melone, peperoni, pomodori, spinaci, zucca. E per finire, ecco una coloratissima ricetta di tartare di peperoni!

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