A proposito di omega 3: che fare se il pesce è “troppo” magro?


Talvolta il mio mestiere di dietista mi porta a consigliare nelle diete i pesci più leggeri come il merluzzo, che però a causa della magrezza delle sue carni non è una buona fonte degli omega 3, dei cui benefici sulla salute ho parlato recentemente (vedi questo post del 23 luglio). In 100 g troviamo appena una traccia di grassi, ossia 0,3 g. Tanto per darvi un’idea, nel salmone o negli sgombri, considerati tra le migliori fonti di omega 3, ci sono rispettivamente 12 g e 11 g di grassi totali (sempre in 100 g). Tuttavia, è anche bene fare presente che la ricerca scientifica ha comunque associato il consumo di 2 volte alla settimana di pesce (a prescindere della qualità) a un beneficio per la salute. E visto che in estate siamo naturalmente più portati a prepararci piatti di pesce, il mio consiglio è quello di alternare delle ricette light di merluzzo – come quella che vedete nella foto che apporta solo 200 calorie– con piatti a base di pesce azzurro (sardine, acciughe, sgombri…), più grasso ma salutare…

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