Sei ansioso e ingrassi? Ecco la tua dieta


In questo periodo dell’anno, complice la stanchezza, gli stati ansiosi tendono ad aumentare con possibili ripercussioni sul peso. Talvolta può essere colpa di 2 ormoni, ossia cortisolo e insulina. Il primo è prodotto dal surrene con tantissime funzioni vitali. Quando però si vive in condizioni croniche di forte ansia o stress, i picchi di cortisolo causano degli squilibri nella gestione della glicemia sanguigna con conseguenti picchi di insulina e relative ipoglicemie. Gli sbalzi glicemici, purtroppo, stimolano l’appetito e portano a un maggiore introito alimentare che faciliterà un accumulo di adipe particolarmente  a livello addominale e una condizione nota come iper-insulinemia. Ossia una situazione nella quale c’è un eccesso di insulina circolante. Si ricorda che l’insulina ha come compito principale il riportare alla normalità i valori della glicemia sanguigna. Quando però  viene secreta in maniera elevata dal pancreas per colpa di eccessi dietetici (che rilasciano molti zuccheri in circolo) può provocare degli effetti collaterali che favoriscono l’aumento di peso. Questo ormone svolge, infatti, un’azione anabolica sui depositi adiposi.

Il segreto è mangiare a basso impatto glicemico

Insomma, se a causa dell’ansia siete ingrassati, specie a livello addominale, potete giovarvi di una dieta che da una parte aiuti a regolarizzare la secrezione di cortisolo e dall’altra tenga sotto controllo la produzione di insulina. Per questo scopo si consiglia di seguire un’alimentazione a basso impatto glicemico, e quindi con una quantità controllata di carboidrati, scelti tra quelli con minore indice glicemico come i cereali integrali sotto forma di chicchi, fiocchi, ma anche pasta o pane. Anche gli pseudocereali, come quinoa, amaranto o grano saraceno sono raccomandati. Insomma, una dieta mediterranea ricca di ortaggi ma molto controllata con i cereali raffinati (pane bianco, prodotti da forno) e i dolci.

Per passare dalla teoria alla pratica, ecco un menu settimanale primaverile con un basso impatto sulla glicemia, dal quale è tratto la ricetta di fagiolini e carote che vedete nella foto.

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