Piccola riflessione a proposito di alimentazione e bufale


Come orientarsi in questi tempi di false notizie e di bufale mediatiche che si diffondono con la velocità della luce, grazie anche ai social? Se è un problema per  tutti noi lettori e consumatori di informazioni, è anche una questione molto delicata per chi fa informazione seriamente, o almeno ci mette tutta la sua professionalità. Come noi di Cucina Naturale, ovviamente.

Siamo tutti preoccupati!

E proprio della questione #Fake News sull’Alimentazione la nostra rivista è stata invitata a partecipare a un interessante incontro-workshop interattivo che si è appena tenuto a Milano rivolto ai giornalisti che si occupano di cibo.

L’aspetto nuovo è che a organizzare l’incontro per noi professionisti, un momento di confronto stimolante, non era l’ordine dei giornalisti ma una importante azienda alimentare specializzata in probiotici (ossia fermenti lattici selezionati da assumere anche tramite alimenti). In effetti nella rete girano talmente tante notizie scorrette (in buona e cattiva fede) sull’argomento dei fermenti lattici diffusi da divulgatori improvvisati che la confusione è molta. Un classico errore consiste nell'usare come sinonimi i termini probiotico e prebiotico (per chi non lo ricordasse questi ultimi sono alimenti, come quelli ricchi di fibre, che facilitano la crescita dei batteri buoni della flora intestinale).

Un sito e una considerazione finale

Due cose in conclusione. La prima è che l’azienda in questione attraverso il sito Osservatorio Senior, dedicato agli over 55, curerà una rubrica mensile #Fake News sull’Alimentazione, con l’obiettivo di aiutare l’individuazione delle buone pratiche relative a nutrizione e stili di vita sani. I primi due articoli sono dedicati al cotto o crudo e alle scelte dietetiche che eliminano lattosio o glutine.

La seconda è che tutti noi siamo esposti alle bufale e l’unico modo per salvarsi è quello di creare tanti circoli virtuosi nei quali circolino informazioni affidabili e nei quali tutti si sentano responsabili di ciò che “fanno girare”. A prescindere dal fatto che siano esperti, giornalisti o normali utenti. In fondo la rete non era nata anche per questo?

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