Come si valuta la migliore dieta per se stessi? Recentemente abbiamo parlato di come la differenza di genere possa influenzare i risultati di una dieta dimagrante, evidenziando che l'accumulo di grasso e i relativi rischi per la salute richiedono strategie mirate e attente alla diversità biologica tra uomini e donne (No, anche in dietetica, gli uomini e le donne non sono uguali). Tuttavia, considerare solo il sesso offre una visione parziale. Esiste un altro fattore cruciale che determina la scelta del percorso alimentare più efficace e sicuro: l’età. L’invecchiamento modifica la regolazione degli ormoni e la velocità del metabolismo, facendo sì che lo stesso modello dietetico possa produrre risposte e rischi molto diversi nelle varie fasce della vita.
La nuova ricerca
Per comprendere come l'età sposti questi equilibri, una recente revisione pubblicata sulla rivista scientifica Nutrients ha riesaminato i dati di 28 studi clinici controllati, per un totale di 1833 adulti sani o con problemi di sovrappeso e obesità. I ricercatori hanno valutato gli effetti del digiuno intermittente, analizzando e integrando i dati di due diversi modelli: l’alimentazione a tempo limitato (Time-Restricted Feeding), che prevede una finestra giornaliera di digiuno (come il protocollo 16:8), e la restrizione energetica intermittente (Intermittent Energy Restriction), come la dieta 5:2, in cui si alternano giorni a calorie ridotte e giorni di alimentazione abituale. Tutta la popolazione dello studio è stata suddivisa in tre fasce d’età per osservare le differenze nei risultati.
I risultati principali
L'analisi ha indicato che il digiuno intermittente permette di ridurre il peso corporeo e l'indice di massa corporea in tutti i gruppi. Provocando però degli effetti diversi sulle persone a seconda dell’età.
Giovani adulti (sotto i 30 anni). In questa fascia si è ottenuta una buona riduzione della massa grassa, insieme a un calo dell’insulina a digiuno e a un miglioramento della sensibilità a questo ormone. In altre parole un miglioramento per la regolazione della glicemia sanguigna. Si è registrato però anche un effetto negativo: una perdita importante di massa magra, ovvero di tessuto muscolare.
Adulti (tra i 30 e i 44 anni). Le risposte in questo gruppo sono state molto variabili. Ma si può affermare che non sono stati visti vantaggi dal punto di vista metabolico. Ad esempio non sono stati rilevati miglioramenti significativi nei livelli di zucchero nel sangue, nei grassi circolanti o nei valori della pressione arteriosa. Tutti effetti che in genere vengono associati alla perdita di peso.
Adulti senior e anziani (dai 45 anni in su). Questo gruppo è quello che ha ottenuto i benefici più evidenti per il cuore e la circolazione, con cali netti dei trigliceridi e della pressione sistolica (la massima), oltre a una migliore gestione degli zuccheri nel sangue. Di contro, lo studio ha registrato una marcata perdita di massa magra e un dato inaspettato: l'aumento del colesterolo LDL, quello "cattivo". Gli stessi ricercatori hanno cercato di spiegare questa dato ipotizzando che con l'avanzare dell'età diminuisca la capacità del fegato di smaltire i grassi e che il digiuno prolungato possa spingere l'organismo a mobilizzare intensamente i depositi di grasso, facendoli circolare di più nel sangue.
Dimagrire senza rischi
In conclusione, i risultati di questo lavoro, che ovviamente andranno validati anche da future ricerche, hanno il merito di avere indicano che non si può applicare una formula unica a tutte le età. Nelle persone mature e anziane, ad esempio, la riduzione del tessuto muscolare è un campanello d'allarme da prendere sul serio, perché accelera la sarcopenia, ovvero la riduzione della massa muscolare legata agli anni che passano. Per questa ragione, in età matura una dieta dimagrante richiede una strategia combinata, definita dagli studiosi "IF+" (digiuno intermittente più supporto). Questo approccio prevede due pilastri protettivi: un apporto di proteine costante e ben distribuito nei pasti e un regolare allenamento con i pesi o a corpo libero per stimolare e mantenere vivi i muscoli. Inoltre, l’aumento del colesterolo cattivo riscontrato sia nei ragazzi che nei senior ci ricorda una regola d'oro: la qualità dei cibi scelti quando si mangia deve essere eccellente, limitando i grassi di cattiva qualità, ed è fondamentale monitorare regolarmente i valori con i classici esami del sangue.





