Novità dalla ricerca
No, anche in dietetica, gli uomini e le donne non sono uguali

Oltre la bilancia e lo specchio: come cambia l'impatto del sovrappeso tra i due sessi? Un team di ricercatori ha svelato le differenze nei rischi per la salute, mettendo sempre più in discussione l'idea di un approccio uguale e ribadendo la necessità di una dietetica che prenda in considerazione le differenze di genere

foto: Unsplash
Vota post

Per anni il sovrappeso è stato affrontato a prescindere dal genere, personalizzando per lo più gli schemi dietetici a seconda dei diversi fabbisogni calorici. Oggi, però, sappiamo che la biologia maschile e quella femminile seguono binari differenti. E così si sta facendo più spazio quella che potremmo definire come dietetica di genere, che approfondisce come gli ormoni e la genetica possano influenzare non solo dove si accumula il grasso, ma i diversi effetti che i chili in più possono dare agli uomini e alle donne. Ad esempio, tutti conosciamo le classiche forme del corpo: quella a mela tipica dell'uomo, dove l'adipe si concentra sull'addome (se ne parla qui) e quella a pera, più frequente nelle donne, dove il peso si distribuisce su fianchi e cosce (se ne parla qui). Ma dietro queste forme estetiche si nasconde una realtà metabolica molto più profonda.

E proprio nel solco di questa crescente attenzione alla diversità biologica si inserisce una ricerca sugli effetti del sovrappeso che verrà presentata a breve al Congresso Europeo sull'Obesità (ECO) di Istanbul anticipata dall’European Association for the Study of Obesity. Un lavoro che ha il merito di avere messo in risalto dei rischi diversi per la salute tra i due sessi ancora poco noti, e perciò invisibili.

Advertisement

Il team della Dokuz Eylul University in Turchia ha analizzato i dati di 1.134 soggetti (886 donne e 248 uomini), incrociando gli indici di massa corporea, dati antropometrici (circonferenza vita e fianchi, altezza), alcuni marcatori metabolici del sangue e la distribuzione reale del tessuto adiposo. L’obiettivo era chiaro: dimostrare che il sesso biologico determina il modo in cui il corpo risponde all’eccesso di peso e come può influenzare il funzionamento del fegato, del cuore e del sistema immunitario.

Uomini mela: cuore e fegato più a rischio

I ricercatori hanno confermato che l’eccesso di grasso addominale (o viscerale) per l’uomo non è solo un problema estetico, ma un vero e proprio organo endocrino infiammato che circonda gli organi interni. Lo studio ha inoltre accertato che gli uomini presentano una circonferenza della vita significativamente più larga delle donne (una media di 120 cm contro i 108 cm delle donne), associata a una pressione arteriosa sistolica più alta. Ma il dato più preoccupante riguarderebbe gli organi interni come il fegato: gli uomini hanno mostrato livelli di enzimi del fegato (ALT e GGT), molto più alti rispetto alle donne, segno di una sofferenza epatica spesso legata alla steatosi (il cosiddetto fegato grasso). A questo vanno ad aggiungersi livelli superiori di trigliceridi e di creatinina (marker della funzionalità renale), delineando un profilo di rischio fortemente orientato verso malattie cardiovascolari e metaboliche, anche precoci.

Donne pera: l'infiammazione è silente ma c’è

Nelle donne, la distribuzione del grasso è solitamente sottocutanea, il che le porta a preoccuparsi meno dei rischi immediati rispetto a chi ha la pancia. Tuttavia, la ricerca ha sollevato il velo su pericoli più subdoli e meno visibili dall'esterno. Le donne coinvolte nello studio hanno mostrato un’infiammazione sistemica, con livelli significativamente più alti dei marcatori infiammatori (come la proteina C-reattiva e la VES). Questo significa che il loro organismo vive in uno stato di allerta immunitaria costante.

Inoltre, nonostante la forma a pera venga considerata protettiva perché non dà fastidio agli organi viscerali, le donne con obesità hanno mostrato livelli di colesterolo totale e colesterolo LDL (quello cosiddetto cattivo) superiori a quelli maschili. Queste differenze non sono casuali. Sono dettate dagli estrogeni, che influenzano la distribuzione del grasso, e dalla genetica (il cromosoma X gioca un ruolo chiave nella risposta immunitaria). Capire queste distinzioni è il primo passo per smettere di dare consigli generici e iniziare a proporre strategie mirate.

Come ha sottolineato Zeynep Pekel, autrice principale dello studio: “I nostri risultati indicano quanto sia importante la ricerca specifica per genere. Non sono solo differenze estetiche: queste distinzioni devono essere il punto di partenza per terapie mirate basate sul sesso, per gestire meglio la salute delle persone con sovrappeso e obesità.” Ma per centrare le terapie anche quando i chili sono giusti, aggiungiamo noi.

 

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome