Pesche, melone, fichi, anguria ma anche feta e formaggi (o tofu) affumicati e legumi. In estate la rucola è uno degli ingredienti più usati nelle insalate miste, specie quelle con la frutta, perché riesce a bilanciare sia gli ingredienti dolci che quelli decisamente sapidi grazie al suo particolare gusto amarognolo e pungente. Ma è perfetta anche per fare da base ai pesti per la pastasciutta al posto del “solito” basilico (magari abbinata ad altre erbe più delicate).
Ma oltre all'aspetto gastronomico, questa verdura presenta un eccezionale profilo nutrizionale. Tra i vegetali a foglia verde, la rucola si distingue per l'elevato contenuto di calcio (309 mg per 100 g, circa il 30% del fabbisogno giornaliero per un adulto) e poi per la presenza di ferro, potassio, magnesio, acido folico e vitamine C (110 mg per 100 g, superiore a molta frutta) e K. Poco calorica, come tutte le insalate (25-30 calorie per 100 g), ha un alto contenuto d’acqua (91%). Il basso tenore di sodio favorisce il drenaggio dei liquidi, contrastando la ritenzione idrica, mentre i principi attivi amari, come è noto, stimolano la secrezione gastrica e la funzione epatica. Ma oltre a tutte queste qualità, probabilmente se ne dovrà aggiungere una nuova.
La molecola “bruciagrassi” della rucola
In effetti così sostiene un recente studio pubblicato su Phytotherapy Research, coordinato dall'Università di Pisa in collaborazione con il CREA e altri atenei, che ha identificato nella rucola un composto utile per la gestione del peso e dei parametri metabolici.
La molecola in questione è la glucoerucina, appartenente alla famiglia dei glucosinolati, sostanze solforate note per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. La glucoerucina è presente principalmente nella rucola (sia coltivata sia selvatica), ma si trova anche in altre brassicacee come broccoli, cavoli, cavolini di Bruxelles e cime di rapa. Sebbene altri glucosinolati come la glucorafanina dei broccoli siano già ampiamente studiati, l'azione specifica della glucoerucina sul metabolismo dei grassi rappresenta un filone d'indagine recente.
Il meccanismo d'azione individuato riguarda la stimolazione del "browning". Nel nostro corpo il tessuto adiposo non è tutto uguale: il grasso bianco non è un semplice deposito inerte, ma un organo endocrino attivo che produce ormoni e molecole regolatrici; il grasso bruno, invece, ha la funzione di produrre calore dissipando energia, abbondante nei neonati, mentre negli adulti è presente solo in ridottissime quantità. Ebbene, secondo i ricercatori, la glucoerucina promuoverebbe la conversione del grasso bianco in un tessuto con caratteristiche simili a quello bruno, rendendolo più efficiente nel consumo calorico. Inoltre, stimolerebbe la sintesi di irisina, un ormone che aiuta a incrementare il dispendio energetico e a migliorare i livelli di glicemia e trigliceridi. In parole povere, la rucola svolgerebbe una naturale azione dimagrante.
In attesa di ulteriori conferme dalla ricerca, continuiamo a mettere spesso in tavola questa insalatina unica e salutare. E se poi aiuta anche la linea, tanto meglio…





