Il sale nella pasta, come, quando e quanto

5 | 2 voto/i

L’importanza di conoscere le regole basi di cottura della pasta e il rapporto controverso con il sale, fondamentale per il sapore finale e allo stesso tempo da circoscrivere all’essenziale per tutelare meglio la salute

Sapere e conoscere quanto sale nella pasta aggiungere quando si cuoce il nostro piatto nazionale non è così scontato e immediato come si può pensare, molto spesso si va per abitudini e conoscenze tramandate in casa o prese da amici senza porsi alcuna domanda in merito.

Per iniziare possiamo dire che malgrado non sia da presentare in tavola tutti i giorni come avveniva o si pensava una volta, da questo punto di vista meglio dare la preferenza ai cereali in chicchi, rimane fondamentale quando vogliamo consumarla saper cuocere adeguatamente la pasta.

Conoscendo con cura quale è la quantità di acqua ottimale da utilizzare, la sua proporzione rispetto alla pasta, il tipo di pentola e tutto quello che concerne il processo primario di lessatura di un cibo carico di amidi e bisognoso di un'alta idratazione senza tralasciare quanto sale nella pasta usare.

Tutte informazioni, a parte il sale, che avevo già raccolto in un precedente post tra quelli recenti e che trovate a questo indirizzo se volete approfondire e ricordare meglio tutte le piccole regole.

Una buona pasta ha una sua valenza positiva in particolare nella versione integrale e biologica ricca di preziose e salutari fibre non compromesse dai veleni dell'agricoltura tradizionale e dallo stoccaggio conservativo.

Ma al di la della qualità iniziale dobbiamo tenere presente che un elemento di valorizzazione importante nella cottura è il sale perché ne determina la valorizzazione organolettica finale.

Questo forte insaporitore è però allo stesso tempo una sostanza di cui non abbondare nella dieta giornaliera in quanto è presente a nostra insaputa e in grandi quantità già in molti prodotti pronti a volte del tutto insospettati.

La regola classica vuole che rispetto alla cottura della pasta il sale sia meglio aggiungerlo a ebollizione avvenuta utilizzando di preferenza quello grosso di tipo integrale e aspettando che si sciolga prima di buttare il formato scelto.

La quantità media teorica è di circa 10-12 g per litro, ma dalle prove pratiche si è visto che l'acquisto o la preparazione da se di una pasta integrale di qualità (visto che tendenzialmente si consuma poco meglio reperirla sempre di alta qualità) consente di ridurre anche della metà questo quantitativo in quanto abbiamo un sapore di partenza già molto accentuato.

In presenza di condimenti già molto saporiti all'origine si può perfino adottare lo stratagemma di unire una minima quantità di sale nella pasta solo verso fine cottura così da far sentire la sua presenza senza utilizzarne molto.

Come dicevo è uno stratagemma che funziona bene solo se il condimento e ricco di aromi e qui dovete valutare con attenzione in base al gusto personale.

Quando vi trovate in questa circostanza però provate senza esitazione, ne guadagnerete certo in salute senza compromettere troppo la bontà finale del piatto.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome