Cosa sapere e come gestire in cucina la listeria

5 | 1 voto/i

Massima attenzione sempre in cucina all’igiene nel suo complesso avendo consapevolezza dei diversi rischi possibili, di come possono essere prevenuti e di come limitare al meglio le conseguenze

Recenti casi di gravi problemi di salute legati al mondo produttivo, ai cibi crudi o già preparati, all’alimentazione in generale e in ultima analisi direttamente anche al mondo delle trasformazioni in cucina ci portano a ricordare come si debba sempre prestare la massima attenzione quando si tratta di soddisfare la fame.

Non è solo una questione di igiene “formale” da saper rispettare, bisogna per prima cosa sapere e conoscere quali sono le procedure che garantiscono l’assenza di problematiche, come queste vanno eseguite, quando è il caso di adottarle e come gestire al meglio le loro dinamiche applicative.

In questa ottica viene spontaneo anche pensare all’ingenuità di chi sostiene che ci si possa alimentare esclusivamente a crudo ritenendo qualsiasi forma di calore come deleteria.

Senza in realtà saper valutare al meglio che la cottura non è solo una questione di gustabilità del cibo, ma una vera e propria forma di forte prevenzione contro molte patologie spesso anche mortali.

Alcuni recenti e seri casi legati alla Listeria hanno riguardato, ad esempio, partite di alimenti surgelati che nell'immaginario collettivo si pensano sicuri a priori, ma il problema colpisce indistintamente anche le derrate fresche.

La Listeria è una pericolosa famiglia di batteri composta da dieci specie che possono colpire e infettare le acque, il terreno e di conseguenza le piante che li vengono coltivate.

Il risultato può portare alla diffusione sequenziale della listeriosi patologia potenzialmente mortale sia per gli uomini che per gli animali.

Ovini, bovini e caprini possono essere portatori del batterio mentre riguardo all’uomo i soggetti più sensibili sono gli anziani, le donne in gravidanza, i bambini, i neonati, le persone con deficit di sistema immunitario che per questo motivo devono prestare la massima attenzione al cibo consumato.

La diffusione della Listeria nei cibi pronti è facilitata dal fatto che purtroppo rispetto ad altri batteri sopporta meglio gli ambienti salati come anche le temperature tra i 2 e i 4 gradi tipiche del frigorifero.

A parte i prodotti surgelati le cui problematiche sono in verità legate a lavorazioni errate riconducibili di solito a precise aziende di trasformazione da cui basta poi ritirare i lotti incriminati, in cucina dobbiamo prestare attenzione soprattutto al pesce affumicato, alla carne cruda, ai formaggi a pasta molle e ad alcuni tipi di ortaggi crudi.

Questo non vuol dire rinunciare ad esempio a preparasi una buona insalata, ma come primo atto preventivo a cercare di lavare, pulire e igienizzare come meglio possibile il cibo.

Come secondo atto di prevenzione invece, per quanto il batterio resista al freddo meglio rispettare sempre al meglio la catena del freddo e conservare alle basse temperature tipiche del comune frigorifero di casa i cibi acquistati.

Se si hanno sospetti o non si è sicuri rispetto al cibo da preparare in cucina ricordate che ciò che può garantire la massima tranquillità è la cottura a temperature superiori a 65 gradi che elimina con certezza il problema e i pericoli per la salute.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome