Semi e bucce: lasciarli o no?


Mentre stavo preparandomi una specie di insalata greca con cetrioli e pomodori a tocchetti, riflettevo sulla consuetudine in cucina – suggerita sempre anche dagli amici chef - di pelare e di privare dei semi entrambi questi ortaggi. Ma perché privarsi obbligatoriamente delle fibre, delle vitamine e delle sostanze antiossidanti contenute in bucce e semi? E ancor più se si tratta di vegetali coltivati secondo i criteri dell’agricoltura biologica?

È vero: se si hanno ospiti un’insalata coi semi diventa più acquosa e meno elegante, e una salsa di pomodori non passata risultare poco gradita (c’è chi detesta semi e bucce). Ma tranne che in questi casi, quando si cucina per familiari o per amici stretti consiglierei di aggiungere la salute nei piatti - bucce e semi compresi – senza curarsi troppo dei dettagli. Limitando, magari, la presenza della buccia dei cetriolo, dal gusto amarognolo (io ne pelo metà, ad esempio).

Per quanto riguarda le salse, volevo suggerire un trucco facile facile che funziona anche coi bambini più schizzinosi. Una volta cotti (senza olio) pomodori freschi a tocchi (aglio e cipolla compresi!), frullo tutto col frullatore a immersione finché ottengo un risultato cremoso e liscio. Alla fine aggiungo basilico e olio extravergine d’oliva a crudo. Un sugo del genere è perfetto anche per condire i particolari gnocchetti all’avena fotografati, un’alternativa gustosa e sana ai soliti gnocchi di patate, da sperimentare se in casa si hanno bimbi o ragazzi.

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