Prevenzione a tavola
More di rovo: è il momento di raccoglierle

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Come tutti i frutti di bosco, le buonissime more selvatiche sono un concentrato di virtù nutrizionali. Insomma, vale proprio la pena di farne scorta ora che sono mature al punto giusto. Conosciamole meglio

Durante una passeggiata in campagna è talmente facile imbattersi nei cespugli di more che quasi non ci si fa più caso. Al contrario converrebbe fermarsi e raccoglierle, visto che non hanno niente da invidiare agli altri frutti di bosco. E se è vero che le more fresche vanno consumate a breve perché deperiscono in fretta, non bisogna dimenticare che si trasformano facilmente in veloci composte dolci oppure si possono congelare, mantenendo tantissime delle loro caratteristiche nutrizionali. Oppure utilizzate come ingrediente nelle nostre belle ricette.

L’azione antiossidante è indubbia

In questi ultimi anni svariati studi si sono occupati degli effetti terapeutici delle more di rovo (che abbondano di sostanze antiossidanti, come tutti i frutti selvatici, d’altronde). Essendo le more uno dei frutti più ricchi di antocianine – antiossidanti della grande famiglia dei polifenoli, ai quali si deve il colore blu-viola – i ricercatori ne hanno evidenziato effetti protettivi nei confronti di diverse condizioni.

Qualche esempio. Uno studio pubblicato dal Nutrition & Cancer Journal ha identificato un’attività protettiva nei confronti dei tumori da parte dell’estratto di more di rovo (ma sono necessarie ulteriori ricerche). Altri studi hanno evidenziato un’azione salutare sul cervello. Come quello pubblicato sull'European Journal of Nutrition che ha messo in relazione l’efficienza delle nostre cellule grigie con il consumo di more selvatiche. Oppure una ricerca (però su animali) pubblicata su Nutritional Neuroscience Journal che ha trovato un’associazione positiva tra consumo di more e un miglioramento delle funzioni cognitive. Effetti positivi che, va detto, le more condividono con gli altri frutti di bosco (vedi questo mio precedente post), tanto che ormai in qualsiasi dieta che abbia come focus il cervello, mirtilli & Co. sono una presenza fissa.

Va però segnalato che le more, oltre agli antiossidanti, sono una fonte di manganese, un minerale coinvolto nelle funzioni cerebrali, tanto che le sue carenze sono state messe in relazione con disturbi del sistema nervoso.
Per finire, altri lavori hanno rilevato proprietà, come quelle antinfiammatorie (ad esempio sono risultate efficaci per lenire irritazioni dello stomaco e ulcere), antibatteriche e antivirali nei confronti delle infezioni dei denti e del cavo orale oppure sul sistema cardiovascolare.

Nutrienti interessanti

Se gli effetti salutari dei polifenoli sono noti, da quelli antinfiammatori a quelli di rinforzo del sistema immunitario o a quelli antiage, meno conosciuti sono le proprietà le proprietà di due sostanze che caratterizzano il profilo nutrizionale delle more. Ossia il già citato manganese e la vitamina K1 (o fillochinone).

Il manganese, in effetti, è coinvolto in svariati processi metabolici. Ad esempio, entra nella regolazione della glicemia sanguigna e anche nella guarigione delle ferite o nell’assorbimento del calcio alimentare (e infatti è importante per la salute delle ossa). Secondo dati non italiani 100 grammi di more forniscono circa il 32% del livello di assunzione raccomandato.

La vitamina K1 è il terzo nutriente più concentrato nelle more, sebbene queste non ne siano la fonte vegetale più ricca (le migliori sono le verdure a foglia verde). In 100 g di more troviamo circa il 25% del livello di assunzione raccomandato della vitamina K. Numerosi sono i suoi compiti: forse il più noto è quello di aiutare la coagulazione del sangue (come sanno bene coloro che devono stare attenti a integrare la dieta con la terapia anticoagulate). Come il manganese, anche questa vitamina aiuta la formazione delle ossa, “dirottando” il calcio in circolo verso le ossa e non verso le strutture molli che potrebbero calcificarsi.

Insomma, la prossima volta che durante una passeggiata vi imbatterete nelle more, le guarderete con un po' più di considerazione?

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More di rovo: è il momento di raccoglierle - Ultima modifica: 2020-08-25T08:05:22+02:00 da Barbara Asprea
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