Novità dalla ricerca
Maschi, ipertensione e cucina giapponese

Un team di ricercatori di Osaka ha trovato negli uomini oltre i 40 anni un’associazione tra il consumo di un popolarissimo piatto a base di verdure e aceto e i tassi di pressione sanguigna più bassi. Una notizia che può interessare i tantissimi estimatori della cucina nipponica

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Diciamo che oltre a una notizia può rappresentare un interessante spunto di conversazione la prossima volta che si mangia cucina giapponese, ancora meglio se ci sono maschi presenti. Secondo un recente studio dell’Università di Osaka, gli uomini oltre ai 40 anni che consumano spesso un piatto vegetale tipico della cucina giapponese, sarebbero più protetti dalla pressione alta.

La ricerca è stata pubblicata su Heliyon e la pietanza in questione è il sunomono, un'insalata fresca di cetrioli orientali caratterizzata dal condimento a base di aceto di riso. Le verdure fresche sott'aceto, simili ai nostri sott'aceti, sono un contorno comunemente servito nella cucina nipponica. Ma l’effetto sulla pressione non sarebbe da imputare ai vegetali bensì all’aceto. Come infatti ha dichiarato il professor Kanouchi, tra gli autori dello studio: “I benefici dell'aceto in una dieta sana sono noti. La nostra ricerca è il primo studio osservazionale di questi benefici durante la quale non abbiamo chiesto ai partecipanti di cambiare le loro abitudini”. In effetti, già precedenti studi avevano dimostrato che i soggetti che bevevano 30 ml di aceto al giorno avevano una pressione sanguigna più bassa, ma va detto che questa relazione non è così sicura e l’effetto poteva dipendere anche dal dimagramento dei partecipanti. Prosegue il professore: "Gli effetti dell'aceto sono difficili da osservare perché non è un ingrediente importante nei pasti: è presente nella vinaigrette o nei sottaceti, che le persone raramente bevono. Al contrario, nel sunomono l'aceto fa parte del piatto e le persone di solito lo finiscono.” Insomma, questa insalata in Giappone è una delle maggiori fonti alimentari dell’aceto di riso.

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La ricerca e i risultati

I ricercatori giapponesi hanno reclutato circa 1500 persone (uomini e donne) con un’età superiore ai 40 anni, tutti sottoposti a screening per l’ipertensione. Tra questi 746 partecipanti sono risultati ipertesi e di conseguenza hanno dovuto riportare le loro abitudini dietetiche, con particolare attenzione al consumo di alimenti con aceto e, in particolare, di sunomono per le ragioni già spiegate.

Analizzando i dati raccolti, i ricercatori hanno notato che gli uomini – e non le donne! – che erano abituali consumatori di sunomono, anche con frequenze basse, avevano in media una pressione sanguigna più bassa rispetto a chi non consumava abitualmente l’insalata di cetrioli. "Riteniamo che questa pietanza potrebbe promuovere la crescita di un buon microbiota intestinale, ma avremmo bisogno di più studi per confermarlo", puntualizza Kanouchi. “Non siamo sicuri di come l'aceto causi questi benefici per la salute; aumentare il consumo di aceto non porta a un ulteriore miglioramento della pressione sanguigna. Tuttavia, la dieta è una delle cose più facili da cambiare! Mi piacerebbe che tutti sapessero che anche mangiare occasionalmente sunomono potrebbe fare la differenza nella pressione sanguigna", ha concluso il professore”.

Beh, nell'attesa che la ricerca ci dia ulteriori conferme, la prossima cena giapponese so cosa suggerire ai miei amici di ordinare 🙂

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Maschi, ipertensione e cucina giapponese - Ultima modifica: 2022-07-22T16:10:22+02:00 da Barbara Asprea
Maschi, ipertensione e cucina giapponese - Ultima modifica: 2022-07-22T16:10:22+02:00 da Barbara Asprea

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