Nel Mediterraneo, il pane è molto più di un alimento: è il simbolo della nostra alimentazione da millenni. Nasce in Mesopotamia con i primi cereali, come orzo e miglio: pani cotti su pietra o nei forni d’argilla, tipo i dischi d’orzo usati dai Greci, grandissimi panificatori, o i pani berberi. I pani gonfi e ben lievitati sono arrivati solo in seguito.
Ancora oggi i pani piatti, con o senza lievito — come la pita greca, il pide turco o il khubz arabo, per fare solo pochi esempi — restano i più diffusi nel bacino mediterraneo. A completare il piatto, una nostra variante della salsa tzatziki che, insieme alla pita, rappresenta una sintesi, nonché un omaggio, alla cultura gastronomica ellenica.
Cosa usare al posto dei ravanelli?
Chi non ama i ravanelli può realizzare la salsa tzatziki in versione classica con i cetrioli.
Come avere un impasto più morbido?
Se avete tempo, lasciate lievitare lentamente l’impasto della pita in frigorifero per 18-24 ore: così diventerà più soffice.
Come si conserva
In frigo, dentro un sacchetto di carta, le pite vuote durano per uno-due giorni, ma è molto meglio congelarle appena cotte, una volta raffreddate: nel freezer durano 3 mesi e basta lasciarle scongelare lentamente nel frigorifero.
Ingredienti
- 180 g farina 0
- 40 g Farina integrale
- 30 g Farina di piselli o di ceci o lenticchie
- 120 g Yogurt intero
- 100 g Feta
- 150 g Pomodorini
- 8 ravanelli
- 2 cipolle rosse piccole
- 1 Cetriolo
- mezzo cespo di insalata verde a scelta
- 80 g olive nere morbide
- 1 cucchiaio di zucchero di canna
- 3 g Lievito di birra fresco
- 3-4 rametti di menta
- olio e. v. d’oliva
- Sale
Istruzioni
- Fate attivare il lievito in 160 ml d’acqua tiepida. Nel frattempo miscelate sulla spianatoia la farina 0 con quella integrale, la farina di piselli, lo zucchero e una presa generosa di sale. Quindi incorporate il lievito, un cucchiaio d’olio e impastate fino a ottenere una pasta morbida. Sistematela in un contenitore leggermente oliato, incidetela sulla superficie con un segno a croce, copritela e lasciatela lievitare per almeno 6 ore in frigorifero.
- Riducete i ravanelli in minuscoli cubetti, poi in una ciotola salateli leggermente e mescolateli con la menta tritata, un cucchiaio d’olio e lo yogurt. Coprite e lasciate insaporire in frigorifero. Di seguito affettate le cipolle, spolveratele con un pizzico di sale e trasferite anche loro in frigorifero, dentro un contenitore chiuso.
- Dividete la pasta lievitata in 4 palline, lavorandola il meno possibile. Posate queste su un vassoio, copritele con un panno inumidito e lasciatele lievitare per altri 30 minuti.
- Tagliate, nel frattempo, la feta a cubetti e i pomodori a spicchi; spezzettate l’insalata verde; pelate il cetriolo e dividetelo in rondelle.
- Portate il forno a 240 °C, poi inseritevi una teglia dal fondo pesante, come quelle di ghisa o, ancora meglio, una pietra refrattaria da pizza, e fatela scaldare bene almeno per 10 minuti. Nell’attesa stendete le palline lievitate, ma senza pressarle troppo, ottenendo dei tondi da circa 12 cm di diametro.
- Sfornate la teglia rovente, foderatela con la carta da forno e sistematevi le pite, ben distanziate. Infornatele e cuocetele per 7-8 minuti, fino a quando diventano ben gonfie (non devono dorare eccessivamente). Trasferitele in un contenitore, senza sovrapporle, e copritele con un panno per mantenerle morbide.
- Riunite in una ciotola, poco prima di servire, l’insalata, i pomodorini, le cipolle risciacquate e i cetrioli, quindi conditeli con poco sale e un filo d’olio.
- Dividete le pite a metà e farcitele con le verdure, la feta, le olive e con un po’ di salsa tzatziki di ravanelli, mettendo in tavola quella che rimane a disposizione dei commensali.

