Per molti è “quel panetto bianco un po’ triste” nel banco frigo bio. In realtà il tofu è uno degli alimenti più antichi e versatili della cucina asiatica, con una storia lunghissima e un potenziale enorme anche nella nostra cucina quotidiana. E, in fondo, non vuole rubare il posto a niente: è un ingrediente jolly, discreto ma intelligente. Una tela bianca che aspetta solo il condimento giusto per diventare tutto tranne che noioso. Capiamo insieme come possiamo usarlo e perché.
Tofu, un cibo antico (altro che moda recente)
Lo diciamo subito, il tofu non è un prodotto industriale moderno: è un cibo tradizionale, nato come fonte proteica semplice ed economica. Il tofu nasce in Cina oltre 2000 anni fa e poi si diffonde in Giappone, Corea e in tutto il Sud-Est asiatico. È spesso chiamato “formaggio di soia” perché il procedimento ricorda quello dei latticini: si parte dai fagioli di soia, si ottiene una bevanda di soia, si aggiunge un coagulante naturale e si forma una cagliata che viene pressata in panetti.
Le proprietà nutrizionali del tofu
Il tofu è apprezzato soprattutto per le proteine vegetali di qualità: contiene infatti tutti gli amminoacidi essenziali, quindi è una proteina completa, utilissima in un’alimentazione vegetale ma interessante per tutti. In più, è povero di grassi saturi - rispetto a carne e molti formaggi, è molto più leggero dal punto di vista lipidico -, ricco di minerali e, a seconda del coagulante usato, può essere una buona fonte di calcio, oltre a ferro e magnesio. Inoltre, è un amico dell’intestino, è digeribile e, inserito in un’alimentazione ricca di fibre, contribuisce a pasti sazianti ma non pesanti.
Come cucinare il tofu (e farlo diventare buonissimo)
Non ha un sapore invadente: assorbe aromi, spezie e condimenti come una spugna. È questo il suo vero superpotere. Il segreto è uno: non trattarlo come un formaggio, ma come un ingrediente da insaporire. Regola numero 1: scolarlo e asciugarlo. Quello compatto va tolto dal liquido, tamponato e – se avete tempo – pressato qualche minuto tra due piatti con un peso sopra. Così diventa più consistente e saporito in cottura. Regola numero 2: marinarlo (passaggio chiave). Tagliatelo a cubetti o fette e lasciatelo almeno 20–30 minuti in una marinata, ad esempio: olio extravergine, salsa di soia o tamari, succo di limone o aceto di mele o banalmente spezie, aglio, zenzero, erbe. Assorbirà tutto e acquisirà sapore.
Le cotture che funzionano meglio? In padella (cubetti o fette, ben rosolato: fuori crosticina, dentro morbido. Perfetto con verdure saltate, riso o noodles), al forno (marinato e cotto finché diventa dorato e compatto: ottimo nelle bowl, nelle insalate tiepide o come “topping” proteico), sbriciolato (ricorda un po’ l’uovo strapazzato: con curcuma, pepe e verdure diventa un ripieno per piadine, toast o torte salate) o persino frullato (è perfetto per torte salate, mousse o dolci).
Ecco 5 ricette con il tofu da preparare e gustare ora.




