Un piatto sano, buono e bello

5 | 1 voto/i

Cucinare piatti di gusto e salute comporta ragionare su quali sono tutti i componenti della ricetta che possiamo migliorare dal punto di vista nutrizionale e non limitarci a considerarne solo uno

Un inganno a cui dobbiamo assolutamente sottrarci riguarda molta dell’offerta che troviamo sul mercato posta sotto l’ala moderna di “prodotto dietetico” ove l’operazione puramente commerciale consiste semplicemente nel togliere, diminuire o all’opposto aggiungere un determinato genere nutrizionale.

Prendiamo l’esempio del sale molto spesso al centro dei claim pubblicitari che evidenziano la sua forte riduzione nel prodotto specifico realizzato con attenzione dall'azienda che ne sta vantando le caratteristiche dietetiche e organolettiche.

Può bastare sapere questo per classificarlo come prodotto sano e vantaggioso da inserire senza problemi all’interno della nostra dieta quotidiana?

Rispondere con cognizione di causa a questa domanda è molto importante visto che troppo spesso ci si ferma alle apparenze della comunicazione che di per se è spesso molto efficace.

Provando a riflettere ci potremmo accorgere che quel prodotto è si a basso tenore di sale, ma magari è pieno zeppo di grassi non proprio raccomandabili come anche che è composto da farine iper raffinate di incerta provenienza.

Con in più un impatto energetico squilibrato e elementi di lavorazione e conservazione che snaturano il prodotto di partenza impoverendolo nel suo complesso.

In sostanza non basta circoscrivere un singolo nutriente o una categoria di nutrienti per qualificare realmente un prodotto come sano e vantaggioso.

Serve invece che l’insieme delle azioni intraprese per modificare la composizione alimentare del prodotto abbiano riguardato tutti o la maggior parte degli aspetti critici di partenza.

Solo in quel caso possiamo ritenerlo un prodotto realmente dietetico e funzionale alla salute giustificandone magari il prezzo maggiore.

Questo ragionamento però è ancora più importante quando trattiamo di cucina, se ci limitiamo solo e ridurre il quantitativo di olio e grassi (giusto per fare l’azione più frequente) senza preoccuparci del resto degli ingredienti, del loro modo di essere trattati, cotti ed elaborati non realizziamo affatto un piatto di sana e gustosa cucina del benessere.

All’assaggio può essere buono e convincerci con il suo impatto organolettico positivo amplificato dal fatto che contiene poco oli e grassi, ma rimane un piatto comunque non equilibrato.

E qui si innesta un’altra riflessione profonda perché molto spesso è preferibile non essere così rigorosi ad esempio nel volere limitare a tutti i costi i grassi, meglio lasciarne un po’ di più se questo vuol dire armonizzare al meglio il resto degli ingredienti rendendoli compatibili con l’obbiettivo di un piatto bello, buono e sano.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome