Sogni d’oro? Dipendono da che cena fate


Gli anglosassoni hanno una espressione specifica: Dreams of the Rarebit Fiend, che grosso modo significa che se si mangia pesante si avranno brutti sogni. L’origine di questo detto risale al nome di un fumetto dei primi del ‘900 che metteva in relazione un tradizionale, e indigesto, piatto gallese a base di formaggio fuso (rarebit) con una cattiva qualità del sonno. E proprio questa espressione è diventata il titolo di uno studio scientifico recentemente pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology. Nello studio in questione, un gruppo di ricercatori canadesi ha valutato in un campione di 382 studenti universitari vari parametri legati al sonno, ai sogni e alle abitudini alimentari, il tutto attraverso la compilazione di questionari. I risultati sono interessanti perché hanno mostrato un legame tra cibi e qualità dei sogni e - in definitiva - del sonno. Ad esempio, la maggiore vividezza dei sogni è stata riportata con più frequenza da chi da chi aveva cenato molto presto; inoltre è risultata associata a una dieta più salutare. Al contrario, sono risultati più a rischio di fare incubi i ragazzi che cenavano in tarda serata oppure quando consumavano determinati alimenti: formaggi al primo posto (39-44%) e poi carne, cioccolato, dolci, cibi speziati e caffè quelli più frequentemente sotto accusa. I ricercatori ipotizzano che una delle spiegazione della presenza dei formaggi sia dovuta alla notevole diffusione della intolleranza al lattosio nella popolazione canadese. Va aggiunto, però, che ai formaggi stagionati e fermentati (specialmente il camembert) in passato sono state attribuite proprietà eccitanti “antisonno” per il loro contenuto di tiramina, un’amina biogena nota anche per favorire la comparsa di cefalee nei soggetti predisposti.

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