Un germoglio di bambù a Fa’ la cosa giusta

Una giovane imprenditrice, una piantagione di bambù “bergamasco”, prodotti tradizionali arricchiti di foglie di bambù…


Non mi sono mai persa un’edizione di Fa' la cosa giusta, la fiera milanese “degli stili di vita sostenibili”. C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, qualche alimento particolare, un dolce goloso da assaggiare, un viaggio a piedi da sognare, un vestito un po’ esotico in cui immaginarsi. Ma quest’anno non avevo visto niente di davvero particolare finché non mi sono imbattuta in un piccolo stand dove mamma e figlia proponevano per l’assaggio e la vendita una serie variegata di alimenti con un denominatore comune: il bambù.

Mi sono rivolta alla mamma che però mi ha subito rimandata alla ragazza, dall’aria molto giovane, e che molto giovane in effetti è, avendo solo 25 anni. Ma con un curriculum tale che dopo una piccola presentazione stavo per passare al lei dopo che ero spontaneamente, considerata la differenza anagrafica tra noi, partita con il tu.

Marianna Ziliati è cuoca e imprenditrice. Ma non una cuoca agli inizi. Dopo essersi diplomata alla Scuola di cucina Alma di Gualtiero Marchesi ha lavorato in ristoranti famosissimi. È stata nientemeno che capopartita primi piatti del tristellato Massimiliano Alajmo a Rubano (Pd). Adesso è titolare dell’azienda BambùBio che è nata da un’idea venuta a lei e a sua sorella Giulia, che è sommelier, dopo un viaggio in Cina: inserire il bambù, alimento ricco di sostanze nutrienti anche particolari, come il silicio, e dall’azione antiossidante, nei prodotti italiani più diversi.

Volendo fare le cose per bene hanno impiantato un bambuseto biologico di due ettari e mezzo a Treviglio, in provincia di Bergamo, dal quale da pochi anni hanno ottenuto una produzione di germogli, che vendono in conserva, non in salamoia ma in olio extravergine d’oliva.

Quello che mi ha stupito osservando il piccolo stand alla fiera era la varietà di prodotti con bambù, non solo germogli ma anche foglie.  Dai grissini ai cracker, alla pasta, dai formaggi vaccini a quello di soia, dai biscotti alle tisane. “Ma come riuscite a preparare una gamma così varia di prodotti?” ho chiesto, stupita. “Ci affidiamo a diversi produttori biologici che utilizzano il nostro bambù e producono con il nostro marchio” mi ha spiegato Marianna, citandomi marchi storici della produzione biologica. “Stiamo sperimentando altri prodotti, inventiamo sempre qualcosa di nuovo” raccontava.

Per adesso la piccola azienda innovativa, assolutamente unica nel suo genere in Italia, vende nei mercatini e in alcuni negozi bio, oltre che attraverso il sito. Sono curiosa di vedere, nei prossimi anni, come si svilupperà.

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