Pomodori in conserva: origine italiana e etica nella produzione


La stagione dei pomodori freschi è finita, e, da questo mese, anche nelle nostre ricette troverete solo pomodori secchi oppure conserve.

L'origine anche sull'etichetta dei sughi

Durante l’estate qualcosa è cambiato, sulle etichette di polpe, pelati e concentrati. Dallo scorso agosto, infatti, è entrato in vigore un decreto che obbliga di riportare in etichetta l’origine geografica dei pomodori, anche nel caso dei sughi, quando l’ortaggio è presente per almeno il 50% del peso. Per le passate quest’obbligo già esisteva, ma adesso è stato ampliato a tutte le altre categorie di conserve a base di pomodoro.
L’indicazione vale sia per il Paese di produzione che per quello di trasformazione, anche se il livello minimo di indicazione è generico (UE – non UE). Naturalmente, un produttore può dichiarare che il suo sugo è fatto in Italia.

pomodoroPerché è importante la provenienza

Ma perché consideriamo così importante la produzione locale? Il primo motivo, per me, è l’ambiente: è evidente che il pomodoro che arriva dagli Stati Uniti - primo Paese importatore in Italia - ha percorso migliaia di chilometri e ha un maggior impatto. Poi la sicurezza alimentare: nelle nazioni esterne all’Unione Europea si applicano norme diverse, per esempio riguardo l’uso dei pesticidi, e difficilmente risultano più restrittive. Infine la freschezza, anche se, in questo caso, è un discorso relativo, vista la lunga scadenza.

La piaga del caporalato

E come si coltivano, e raccolgono, i pomodori in Italia? La piaga del caporalato, le condizioni di lavoro dei braccianti sono un tema d’attualità. La ricerca del prezzo basso fa chiudere gli occhi a molti davanti a questo problema.

Un furto sospetto

Mi ha colpito, nelle scorse settimane, la storia della Fattoria Di Vaira, la più grande azienda agricola del Molise con i suoi 500 ettari di estensione, di proprietà di un gruppo di 100 soci, biodinamica, che fornisce i negozi Naturasì (ho in frigo il loro fantastico caciocavallo). In agosto ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un’intervista ad alcuni suoi braccianti, che hanno raccontato di venire ogni giorno dalla provincia di Foggia pur di essere remunerati in modo corretto. “Qui tutte le persone sono garantite ed hanno una dignità” dicevano. Grande successo, migliaia di visualizzazioni, ma, la notte dopo, l’azienda ha subito il furto di quattro trattori e relative attrezzature, per un danno di mezzo milione di euro. E nessuno crede che sia stato un caso.
Insomma, sono molti gli elementi da considerare, anche quando si acquista un semplice barattolo di pelati!

PS A proposito di conserve, avete mai provato a fare i pomodori confit?

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