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Una giornata per celebrare la zuppa, piatto internazionale che incarna alla perfezione un modo universale di sentire e gustare il cibo superando ogni tipo di barriera!

Una manciata di giorni fa, per la precisione il 4 febbraio, si è celebrata negli Stati Uniti la giornata della zuppa per festeggiare un piatto fortemente simbolico che come si può intuire travalica qualsiasi confine geografico, culturale e sociale.

Non ero a conoscenza di questa celebrazione della zuppa che fa un po’ parte del modo americano di enfatizzare, non sempre a ragione, un cibo, un prodotto o un evento particolare.

In questo caso però mi sembra una bella iniziativa, se non altro per riconoscere l’alto valore nutrizionale e di salute che le zuppe in generale, se non realizzate con dosi di grassi o altro invasivi, portano con se.

Il grado di benessere di una zuppa è, infatti, molto alto e in particolare quando parliamo di quelle che vedono la presenza di grandi quantità di ortaggi, di legumi, parsimoniose quantità di cereali e forti insaporitori come erbe aromatiche e spezie.

E lo sono tanto di più quando nella loro sequenza di composizione non si inizia con una parte di verdure cotte in grasso (magari anche abbondante), ma quando è l’acqua o al limite un brodo appositamente realizzato a portare in cottura finale l’insieme degli ingredienti.

Se proprio vogliamo dare un sapore più forte rosolando prima una parte degli ortaggi scegliamo almeno un buon olio di qualità derivato dalle olive, uno dei tanti buoni extravergini presenti sul mercato che con i loro polifenoli e le altre potenti sostanze oltre a dare sapore proteggono efficacemente dalle temperature raggiunte in cottura.

Olio che in ogni caso consiglio di aggiungere ugualmente anche dove non presente inizialmente, fatelo a fine cottura per dare una sorta di cremosità indotta che migliora notevolmente la qualità della vostra zuppa qualsiasi essa sia.

Degli aspetti tecnici della zuppa e degli aspetti squisitamente nutrizionali salutistici vi voglio parlare in due interventi separati perché li ritengo entrambi di grande importanza e degni di approfondimenti, adesso ritorniamo a questa particolare celebrazione.

Il fatto che l'iniziativa sia partita dagli Stati Uniti rivela l’importanza internazionale di questo piatto ed è sicuramente un bene se pensiamo alla disastrosa dieta generalmente seguita da questa popolazione dove la zuppa può effettivamente rappresentare un discreto argine al consumo di preparazioni ben più nefaste.

Il tutto ci dà però anche la consapevolezza di come la zuppa sia una costante assoluta in tutte le cucine del mondo, la sua ancestralità dovuta all’essere probabilmente il primo modo di aggregare più ingredienti in una stessa preparazione calda e fumante, ne ha fatto un piatto simbolo di ogni cultura di cucina.

Con combinazioni a volte anche molto lontane dalle nostre, presenza di ingredienti solo ai nostri occhi inusuali, momenti di consumo trasversali.

Un mondo variegato e molto bello che ci costringe a superare molto della nostra diffidenza, se non addirittura qualcosa di peggio, verso l’estraneo.

Davanti a una zuppa calda, profumata e invitante che dopo il primo assaggio risulta altamente gustosa qualsiasi combinazione o stranezza usata viene dimenticata, quello che dovrebbe sempre accadere di fronte a chi non conosciamo a prescindere dalle sue origini.

Prima di giudicarlo proviamo ad assaggiarlo!!!

In tutto questo parlare e disquisire mi è proprio venuta voglia di una buona zuppa e allora sono andato a rispolverare questa mia proposta che spero gradirete tutti.

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Viva la zuppa, celebrata e metafora di gustose integrazioni - Ultima modifica: 2020-02-06T12:04:09+01:00 da Giuseppe Capano
Viva la zuppa, celebrata e metafora di gustose integrazioni - Ultima modifica: 2020-02-06T12:04:09+01:00 da Giuseppe Capano

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