Migliorare la conservazione del cibo in maniera naturale

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Un nuovo metodo di conservazione del tutto naturale viene ricavato da scarti alimentari biologici altrimenti destinati ad altro e promette di rivoluzionare la durata nel tempo dei prodotti freschi!

La ricerca alimentare va sempre avanti, spesso mira più a elementi che tendono al puro profitto, soluzioni tecniche o ingegneristiche per incrementare consumi e devo dire anche abusi di cibo quando quasi mai è necessario consumarlo in tali modalità.

E l’abuso di cibo, a cui fa da contraltare la scarsità nei paesi più deboli alle prese con una povertà alimentare impressionante, è il principiale problema che attanaglia una popolazione a cui sfugge come questo elemento sia l’ago della bilancia del proprio benessere complessivo.

Pensiamoci bene quindi tutti perché è proprio così, ciò che mangiamo e come lo mangiamo condizione in profondità la nostra salute, volenti o nolenti!

Ma la stessa ricerca porta altrettanto spesso piacevoli notizie che arrivano a migliorare nel concreto l’usufruibilità del cibo con applicazioni che possono riguardare tutti o almeno così si spera.

Ne è un ottimo esempio una delle ultime applicazioni uscite da una ricerca portata avanti con passione e dedizione da parte del ricercatore James Rodgers la cui missione da sempre è stata la lotta al deterioramento precoce del cibo e dello spreco dei prodotti.

Impegnandosi a fondo nello studio dell’alimentazione sostenibile ipotizzando una serie di applicazioni pratiche dopo un grosso finanziamento della Bill & Melinda Gates Foundation è riuscito a creare un azienda che ha messo in produzione una pellicola per alimenti veramente speciale.

Il termine pellicola può indurre un po’ fuori strada pensando magari a fogli trasparenti come quelli che tutti i giorni vediamo in uno in cucina.

In realtà si tratta invece di una sostanza ottenuta da scarti vegetali biologici la cui applicazione avviene per spruzzo diretto sui comuni vegetali stagionali stabilendo da se il momento opportuno rispetto al grado di maturazione.

La degustazione degli alimenti avviene poi in maniera del tutto naturale visto che la pellicola è incolore, inodore e insapore mantenendo le caratteristiche intrinseche del cibo.

Destinata al mondo produttivo e non al singolo consumatore consente in pratica di far aderire su frutta e verdura una sottile e invisibile pellicola che impedisce la fuoriuscita dell’acqua e l’ossidazione rallentando il normale deterioramento e prolungando la conservazione.

E qui bisogna osservare che il miglioramento è di enorme importanza perché mentre oggi la conservazione è aumentata spesso con metodi discutibili e poco opportuni, sia chimici che tecnologici, qui stiamo parlando di una sostanza del tutto naturale (e per di più biologica) ricavata da quelli che altrimenti sarebbero solo scarti da smaltire.

Commercializzata sul mercato statunitense da circa 6 mesi ha dimostrato tutta la sua efficacia nel migliorare la qualità e la durata di circa 24 referenza tra frutta e verdura.

Presumibilmente se il tutto supererà gli ulteriori controlli di salubrità sarà presente nel comparto produttivo di tutto il mondo promettendo un autentica rivoluzione rispetto alla conservazione ottimale delle derrate alimentari fresche.

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