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Un invito a riconsiderare meglio l’aiuto concreto, importante e salutare della frutta fresca trasformata in secca durante la preparazione di ricette dolci e anche salate. L’alto potere dolcificante consente di ridurre e a volte escludere del tutto la dose di zuccheri e dolcificanti apportando allo stesso tempo sostanze preziose come le fibre e molte, molte altre!!!

La frutta fresca diventata secca per quanto sia spesso annoverata nella grande famiglia della frutta essiccata è una versione della comune frutta fresca a se stante, per intenderci non appartiene né per caratteristiche organolettiche né tanto meno per quelle nutrizionali alla frutta secca in guscio come noci o mandorle.

Mentre questi ultimi frutti sono prodotti naturali lasciati semplicemente “decantare” prima del loro consumo, la frutta essiccata è più un processo culturale dell’uomo applicato al cibo come tanti altri ne esistono.

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Si parte come sempre da esigenze pratiche, conservare la frutta anche nei mesi in cui questa non cresce naturalmente e quindi non è di stagione razionalizzando al massimo quelli che spesso sono abbondanti raccolti di frutti freschi.

L’uomo ha subito imparato a sfruttare la funzione estremamente efficace del sole nell’asciugare gli alimenti capendo ben presto che questo processo poteva essere applicato praticamente a tutto con i dovuti accorgimenti rispetto alle caratteristiche di partenza.

Ricordo ad esempio che con questo metodo sono stati creati non solo vegetali, ma anche pesci e carni che poi attraverso processi paralleli come l’affumicatura sono diventati oggi autentiche specialità.

La funzione del sole ha messo il suo zampino anche nella preparazione della frutta essiccata, quasi sempre lasciata intera o al limite ripulita solo dai semi interni e il suo primo metodo di consumo è stato semplicemente quella di assimilarla nei mesi successivi.

In un contesto in cui lo zucchero ancora non aveva preso piede e il miele per quanto presente certo non abbondava la genialità delle persone di cucina ha subito colto al volo una delle prerogative di spicco della frutta essiccata, quella di una forte concentrazione dolce.

Nel creare dolci come anche nel momento in cui in un piatto salato si voleva dare un tocco di contrasto insieme all’agro uvetta, fichi, albicocche, datteri, frutti di bosco, fragole, prugne, mele e tanto altro rappresentavano e rappresentano una risorsa fondamentale.

Oggi il dominio dello zucchero nelle sue varie formule sommato a quello dei tanti dolcificanti disponibili sul mercato alcuni di questi dagli effetti purtroppo ancora più negativi dello zucchero in se ha fatto dimenticare a molti il contributo che la frutta fresca diventata secca può dare.

Un contributo importante perché consente di essere spesso liberi totalmente da zuccheri e dolcificanti o quanto meno abbassarne molto la dose necessaria e allo stesso tempo introducono sostanze di salute preziose come le basilari fibre vegetali.

In prossimi post entreremo più nello specifico dal punto di vista tecnico e pratico con consigli, esempi e tracce utili a questo scopo, nel frattempo però vi invito a rivalutare con attenzione il ruolo della frutta fresca diventata secca considerandola sempre e non solo nei tipici periodi in cui è in auge come le passate feste natalizie.

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L’alto potere dolcificante della frutta fresca diventata secca - Ultima modifica: 2022-01-14T12:01:06+01:00 da Giuseppe Capano
L’alto potere dolcificante della frutta fresca diventata secca - Ultima modifica: 2022-01-14T12:01:06+01:00 da Giuseppe Capano

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