Considerazioni nutrizionali per scegliere le combinazioni alimentari corrette nelle ricette

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Di come sia non poi così facile scegliere le combinazioni alimentari corrette per sfruttare al meglio le potenzialità di salute e benessere degli alimenti ce ne danno un chiaro esempio i riflessi di una ricerca sugli influssi positivi dei carotenoidi.

Sostanze che abbondano in una lunga serie di ortaggi a cominciare dalle carote come viene naturale pensare per poi proseguire con zucca, cime di rapa, spinaci, pomodori, bietole, pompelmi rosa, lattuga e giù a scendere in una molteplicità confortante.

Che fa anche capire come la sostanza pur prendendo visibilità grazie alle carote è svicolata del tutto dal colore arancio abbracciando varietà di vegetali dalle tonalità più disparate.

La ricerca ha messo in relazione i contribuiti dei carotenoidi rispetto alla prevenzione e contrasto degli stati infiammatori che sono alla base di molte patologie.

Portata avanti e condotta dal Dipartimento dell’Agricoltura USA e pubblicata su Nutrition Research oltre ai dati specifici ha messo in evidenza altri aspetti interessanti già evidenziati in precedenza.

Quello che penso sia più interessante da riportare riguarda proprio i risvolti della combinazioni di ingredienti all’interno di una ricetta dove non è possibile prescindere da elementi fondamentali solo per cercare di esaltare quelli che appaiono più sani e vantaggiosi.

Sui carotenoidi ad esempio non possiamo prescindere dalla presenza dei grassi se vogliamo veicolare al meglio queste sostanze nei composti liposolubili cercando di favorirne l’assorbimento.

Certo bisogna saper scegliere con intelligenza tattica quale grasso e qui ci troviamo di fronte ancora una volta ai contributi enormemente positivi dai dall’olio extravergine d’oliva di qualità che veicola e protegge al massimo tali sostanze.

E lo fa anche quando si tratta di sottoporle a cottura dove a fronte di una perdita percentuale di efficacia (strettamente dipendente però da varietà di vegetali, tempi di cottura e temperature raggiunte) si ha una maggiore efficacia nell’assorbimento.

Questo significa che solo teoricamente noi possiamo pensare di consumare una piatto di carote, giusto per riallacciarmi all’ultimo mio post e ricetta su questo ottimo ortaggio, a crudo, senza cottura e senza condimenti solo perché ci illudiamo così di assimilare tutte le sostanze benefiche contenute senza che siano “disturbate” da grassi e cottura.

Le ricerche moderne dimostrano proprio il contrario senza nulla togliere ovviamente alla valenza di consumare a crudo determinati alimenti.

Quello che però si vuole sottolineare è che dietro a molte scelte di abbinamenti e combinazioni che avvengono in cucina da parte di esperti attenti alla dimensione nutrizionale e di salute ci sono quasi sempre ragionamenti complessi che devono tenere conto di molteplici aspetti e non limitarsi all’ovvietà delle apparenze.

4 COMMENTI

  1. Buongiorno Giuseppe, grazie. Più imparo sull’alimentazione e più mi pare che il vecchio consiglio di mangiare in modo vario sia confermato, non soltanto variando alimento, ma anche variandone la preparazione. Così, ad esempio, con i pomodori in insalata privilegiamo le vitamine termolabili, mentre con una salsa di pomodoro assimiliamo maggiori quantità di licopene. E nell’insieme moltiplichiamo le pietanze appetitose e buone a disposizione.
    A proposito del consumo di cibi crudi e cotti, mi è capitato di leggere della leucocitosi che segue il consumo di cibi cotti e non dei cibi crudi. Ne ho letto anche da autori che non sembravano troppo “talebani”. Dato che sono curioso, mi puoi aiutare ad approfondire?
    grazie e a presto
    michele

    • Buongiorno Michele,
      intanto è un grande piacere risentirti dopo le difficoltà a commentare che mi avevi raccontato, spero ora sia tutto meno complicato!
      Come sempre ottime considerazioni le tue e ottimi esempi che fanno ben capire la saggezza di saper variare e non fermarsi a tesi e supposizioni per quanto in apparenza attendibili.
      Della leucocitosi posso solo confermarti che studi interessanti hanno confermato come questa non si manifesti al consumo di cibi crudi relativamente a inizio pasto, in pratica la conferma della validità dell’abitudine sana di iniziare i pasti con una verdura cruda, insalate prima di tutte ma poi anche altro come pinzimoni e simili.
      Per il resto non posso aiutarti molto per ora, dovrei approfondire più che su testi o volumi consultando i professionisti con cui collaboro e di cui mi fido pienamente in quanto entriamo in un campo più medico che è fuori dalla mia portata e competenza.
      La materia è assai controversa e non basta dimostrare che a crudo non si manifesta leucocitosi, come abbiamo detto nei miei e tuoi esempi le interazioni che possono esserci quando si combinano i cibi e poi si mangiano sono molteplici e non solo fisiche chimiche.
      Banalmente basta uno stato d’anima di un certo tipo per condizionare risposte e reazioni dell’organismo al di la di ciò che si sta consumando e non si tratta di ardite teorie alternative o esoteriche, ma di dati estratti da studi scientifici affidabili.
      Spero di avere occasione di approfondire l’argomento, ma per ora mi astengo da ulteriori considerazioni, come detto vanno al di la delle mie competenze e prima di esprimersi è meglio essere fortemente certi delle informazioni, ma questo tu lo sai bene.
      Grazie ancora e a presto.

      Giuseppe

  2. grazie Giuseppe,
    l’invio del messaggio questa volta ha funzionato bene, ovvero come funziona anche in altri siti che utilizzano lo stesso metodo per riconoscere gli umani.
    Grazie per le informazioni e a presto
    buona giornata
    michele

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