24 dicembre
Il calendario dell’Avvento di Cucina Naturale

Ogni giorno scopriamo una casellina dedicata a un alimento della tradizione natalizia, dai frutti alle spezie. Alternando piccole curiosità, virtù nutrizionali oppure ricette di dessert light. Perché dicembre è il mese della dolcezza, ma se scegliamo quella naturale e salutare ancora meglio…

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Noi non ci invitiamo l’un l’altro per mangiare e bere semplicemente, ma per mangiare e bere insieme”: una frase che si intona perfettamente allo spirito del Natale ma che ha sulle spalle circa duemila anni visto che viene detta da Plutarco, anzi da un personaggio delle sue “Dispute conviviali”.

Insomma, il significato dello stare insieme a tavola, condividendo lo stesso cibo, prescinde dal tempo e dalle diverse culture. Quando però si festeggia, come a Natale, il cibo deve abbondare per rinsaldare i legami affettivi del gruppo e scacciare simbolicamente per un giorno l’atavica paura della fame. E così ancora oggi, oltre ai significati religiosi o agli scambi di regali, è la tavola il luogo più importante del Natale. Dove ci capita di proporre o consumare dei cibi tradizionali che però non sono più tanto in sintonia con i nostri gusti. Ma che, anno dopo anno, continuiamo a mangiare.

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Tutta colpa dell’Artusi?

In effetti, il padre della gastronomia italiana ha dato una sorta di modello del pranzo di Natale, in parte ancora rispettato e con una fortissima presenza della carne. Che insieme ai dolci era l'alimento caratterizzante della festa. Per avere un’idea, ecco la descrizione del banchetto natalizio che, secondo l’Artusi, doveva prevedere sei portate. L’apertura era con i cappelletti in brodo, ai quali seguivano i “principii” (ossia degli antipasti a base di crostini e paté che per Artusi venivano serviti dopo il brodo), quindi ancora tre piatti che proponevano in vari modi carne lessa, carne arrosto e poi pasticci freddi con gelatina (come il rifreddo). Infine si passava al dessert, per i quali l’Artusi suggeriva una scelta tra i regionali panforte senese, il certosino bolognese (un dolce ricco di frutta secca) oppure un gelato di mandorle tostate.

Forse nel 2021 sarebbe ora di pensare un "pranzo di Natale 2.0", durante il quale la gioia sarà sì condividere il cibo con i propri cari, scegliendo però cosa davvero ci piace (e magari ci fa anche bene) e non cosa pensiamo di “dovere” cucinare o mangiare per forza. Magari ricordandoci anche un po’ delle parole di Plutarco ed essere più liberi e felici…

Tantissimi auguri a tutti di buon Natale (e di buon cibo)!

 

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Il calendario dell’Avvento di Cucina Naturale - Ultima modifica: 2021-12-24T06:01:32+01:00 da Barbara Asprea
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