Dieta e cuore: il ruolo prezioso (e meno noto) di cereali e legumi


Base della dieta mediterranea, i chicchi integrali risultano sempre più protagonisti in positivo nella ricerca scientifica per il loro numerosi effetti. E in effetti, solo nei cereali integrali è possibile trovare le sostanze contenute nel germe di grano come le vitamine del gruppo B e poi minerali, antiossidanti (vitamina E e polifenoli che proteggono l’endotelio dall’azione dei radicali liberi), acidi grassi omega 3 (che riducono i trigliceridi) e omega 6, le preziose fibre presenti nel rivestimento esterno. Queste ultime, utili anche a modulare la glicemia, abbassano anche colesterolo e grassi nel sangue.

Da segnalare i betaglucani, speciali fibre solubili (al contrario delle altre dei cereali che sono insolubili). Particolarmente presenti nell’avena, la ricerca ha mostrato che 3 grammi al giorno di betaglucani contenuti in circa 60 g di avena integrale (anche sotto forma di farina integrale) abbassano le Ldl, i trigliceridi e aumentano il cosiddetto colesterolo buono Hdl. Riassumendo, i principali benefici sul sistema cardiovascolare dai chicchi integri e dalle loro farine sono dovuti per lo più dalle fibre, dai grassi polinsaturi e dagli antiossidanti.

I legumi sono la fonte vegetale più ricca di proteine e salutare alternativa alle fonti di origine animale.  Il consumo abituale di legumi  risulta collegato a una riduzione del rischio di malattia a carico dell’apparato cardiovascolare. Sono tante le ragioni di questo effetto protettivo: i legumi, ad esempio, modulano i rialzi glicemici grazie alla presenza delle fibre solubili, che riducono colesterolo totale e Ldl. Inoltre la ricchezza di potassio produce un effetto ipotensivo. Molto importante il loro contenuto di acido folico, che ha un ruolo determinante per ridurre nel sangue il contenuto di omocisteina, un aminoacido solforato che se in eccesso è un noto fattore di rischio cardiovascolare.

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