Come dimagrire? In sintonia non se stessi


Insieme al numero di settembre di Cucina Naturale ora in edicola (e dal prossimo mese anche in libreria) c’è il libro “Come dimagrire”, ultima fatica di Daniela Garavini e mia. Come già si evince dal titolo, lo scopo principale che volevamo raggiungere con questo libro era di aiutare ciascuno a identificare il “suo” metodo più adatto (e quindi più efficace) di perdere peso. Se vi incuriosisce il tema, eccovi qui riportato il testo dell’introduzione.

Quando e perché dimagrire

In questo libro non staremo a ripetere, se non a grandi linee, i rischi per la salute connessi al sovrappeso e all’obesità, né commenteremo l’aumento drammatico di questi fenomeni non solo nei paesi occidentali, ma anche in molti paesi in via di sviluppo. Chi ama i dati li può trovare in alcuni dei libri già pubblicati in questa collana. Ci occuperemo invece di che cosa fare quando si vuole dimagrire, aiutandovi a trovare il modo più giusto per voi. Ossia la dieta che meglio si adatta ai vostri gusti e abitudini di vita. Anche la ricerca scientifica lo ha dimostrato: l’aspetto più importante per ottenere un buon dimagramento è che la dieta “piac­cia” e non sia troppo impegnativa per chi la fa. In caso contrario, verrà abbandonata presto e il peso perduto facilmente ripreso.

La prima domanda che forse vi state ponendo da tempo è: ma qual è il momento migliore per iniziare a seguire una dieta?

Se siete fortemente in sovrappeso o francamente obesi la risposta è ovvia: subito. Negli altri casi lo stimolo di mettersi a dieta può essere dato non tanto dai chili di troppo ma da ragioni diverse, in primo luogo mediche, come degli esami clinici anormali (tipicamente, colesterolo, tri­gliceridi o glicemia troppo elevati), la pressione alta, una minore capacità di svolgere attività fisica. Possono poi esserci ragioni psicologiche, come l’insoddisfazione per il proprio aspetto, o per l’età che avanza e che la­scia strascichi anche in chili.

Nel corso della vita il peso varia raggiungendo in genere il suo massimo tra i cinquanta e sessanta anni e tendendo poi a scendere via via che si avanza verso la vecchiaia. Lo stile di vita, il tipo di lavoro, le soddisfazioni e le frustrazioni influiscono molto sulle oscillazioni del peso, in ogni caso aumentare poco di peso dopo il raggiungimento dell’età adulta è una buona assicurazione per ridurre i rischi di malattie degenerative come le patologie cardiocircolatorie, il diabete di tipo 2, che esordisce appunto con la mezza età, e gli stessi tumori, in particolare dell’apparato gastro­enterico.

Qualunque sia la ragione per cui desideriate dimagrire, l’obiettivo resta quello di avvicinarvi al vostro “peso ideale” e cercare di mantenerlo sen­za eccessive altalene. Abbiamo scritto “peso ideale” tra virgolette non a caso, ma perché quan­do si vuole dimagrire occorre darsi obiettivi realistici. Vi sono numerosi modi per calcolare il “peso ideale”, più o meno affidabili, primo fra tutti il Body mass Index o Indice di massa corporea (come si ricava lo trovate alle pagg. 7-8): si tratta di un numero da prendere come punto di riferi­mento e non necessariamente il numero di chili che si devono raggiun­gere alla fine del processo di dimagramento. Le variabili individuali sono infatti molto importanti.

Nel corso del testo prenderemo in esame le cattive abitudini alimentari e di vita che favoriscono l’aumento di peso, indicando alcuni stratagem­mi per superarle; individuiamo poi alcuni casi tipici come quelli di chi combatte da sempre con la bilancia, dell’adolescente sovrappeso, della donna intorno alla menopausa, della persona che ha fatto mille dieta e continua, ciononostante, a ingrassare.

Il centro del libro è rappresentato dalla presentazione di quattro regimi dietetici diversi: ognuno sceglierà quello che preferisce. Oltre alle indi­cazioni generali e ai consigli pratici, troverete dei menu settimanali e tantissime ricette squisite e light per imparare a coniugare gusto e leg­gerezza a tavola. Insomma, lo scopo a cui tendere è quello di acquisire delle buone abitudini alimentari che, dopo il momento più drastico della dieta, aiutino a mantenere il proprio peso nel tempo senza cadere nella “sindrome yoyo” e senza sentirsi oppressi dalle rinunce.

1 COMMENTO

  1. Sono un giovane cinquantenne che per motivi di salute si trova costretto a recuperare peso. Mi accade però di accumularlo prevalentemente sull’addome, anzi sullo stomaco, e poiché non aspiro a diventare una copia mal riuscita del Budda, ti chiedo quale regime alimentare sarebbe per me più adeguato.
    Pensi che troverei risposte nel libro citato ?

    Un saluto Marco

    • Caro Marco hai ragione: riprendere peso in modo armonico dopo un forte dimagramento non è per niente facile. Specie se (ma non so se è il tuo caso) si è perduta massa muscolare (il che, purtoppo rende più evidente l’adipe). Questo comporta un abbassamento del metabolismo basale e del fabbisogno energetico (in pratica si bruciano meno calorie). La conseguenza è che si ingrassa più facilmente ma che i nuovi depositi adiposi si accumulano per la maggior parte proprio sull’addome per gli uomini (e fianchi e cosce per le donne). Ti consiglierei, perciò, di agire su due fronti: da una parte riprendere una blanda e non stressante attività fisica utile per riacquistare gradualmente il tono muscolare, dall’altra seguire un’alimentazione bilanciata e completa, che non trascuri gli apporti di alimenti proteici (ma senza esagerare!) utili per la “ricostruzione” della muscolatura, e che eviti di ricorrere alla scorciatoia dei cibi dolci (che aumenterebbero “l’effetto budda”). Il mio libro non contempla casi come il tuo, ma può offrirti una panoramica di modelli dietetici e utili consigli su come costruirti un’alimentazione a misura per te. Ovvero gradita e salutare. Scrivimi ancora, se vuoi, e auguri!

  2. Ho 58 anni e il mio sovrappeso è sull’addome. Il medico mi ha quasi imposto il calo ponderale dati anche i risultati degli esami di colesterolo e trigliceridi.Mi sono letta il tuo libro e ho scelto la dieta a basso impatto glicemico perchè è quella che mi assomiglia di più. Sono i miei cibi, integrali pochissima carne, un po’ di pesce e tanta verdura.Sono circa 2 settimane che la faccio ma ho un problema: mi sento gonfia in maniera fastidiosa e non sto perdendo .Cosa posso fare per ovviare a questa situazione?

    • Cara Simonetta, grazie per avermi scritto (e avere letto il mio libro). Dalle informazioni che mi dai la scelta che hai fatto di un’alimentazione a basso indice glicemico mi sembra veramente la migliore. Riguardo al gonfiore, questo potrebbe essere legato all’aumentato consumo di alimenti integrali che, essendo ricchi di fibra, hanno la caratteristica di fermentare nell’intestino producendo gas, benefici per la salute intestinale ma che possono dare un senso di pancia gonfia. In genere col tempo l’intestino si abitua a quantità maggiori di fibra e “protesta” meno, tuttavia è meglio abituarlo gradualmente. Perciò, per qualche giorno prova a ridurre la frequenza dei cereali integrali, di minestroni e simili e di legumi. E cerca di fare caso se il tuo intestino migliora. Poi gradatamente aumenta di nuovo la fibra, ricordandoti sempre di bere adeguatamente per permettere a questa di idratarsi in modo ottimale (e facilitare così la funzionalità intestinale). Per quel che riguarda il peso la questione è più difficile per le tante variabili che ci possono essere. Comunque ti consiglio di non scoraggiarti, vedrai che col tempo i risultati arriveranno (penso anche al tuo problema di colesterolo e trigliceridi), magari più lentamente di quanto pensavi. Tienimi informata sulla tua situazione, grazie e auguri.

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