Cucina medicina
Frutta secca, sana energia

Foto di Roberta Rossi Brunori

Per rimanere in forma non basta fermarsi al conteggio calorico ma è meglio valutare la qualità degli alimenti. Mandorle, noci & company sono alimenti protettivi per la salute, sazianti e meno ingrassanti di altri con le stesse calorie però meno sani

Chi consuma regolarmente frutta a guscio non solo ha meno possibilità di ammalarsi, ma perde peso rispetto a chi consuma le stesse calorie provenienti da grassi animali. Come spiegare questo fenomeno? Studi clinici hanno modificato la dieta dei soggetti seguiti, dimostrano che i diversi cibi influenzano la quantità di grassi accumulati, anche se il conteggio calorico è equivalente. Una delle ragioni è che, per venire metabolizzata, la frutta a guscio, è però importante che venga consumata al naturale, richiede un maggiore dispendio di energia da parte dell’organismo rispetto a un cibo meno sano. In più, protegge dall’invecchiamento e ha un effetto antinfiammatorio. Grazie alla presenza di un misto di fibre, grassi, carboidrati e proteine, anche in piccole porzioni la frutta a guscio dona un buon senso di sazietà. Inoltre è ricca di sostanze protettive come vitamine, minerali, polifenoli e fitosteroli. I fitosteroli, ad esempio, diminuiscono il colesterolo, in più la grande quantità di vitamina E fa sì che il colesterolo ldl (quello “cattivo”) si depositi in quantità inferiore nelle arterie, formando minori quantità di placche. I grassi buoni della frutta a guscio aiutano il cervello a invecchiare più lentamente, e anche le ossa diventano più forti, perché il quantitativo di calcio apportato è ottimo, soprattutto in mandorle e nocciole. Infine le fibre prebiotiche, davvero abbondanti, nutrono la flora intestinale, grande alleata per il benessere e anche del dimagrimento.

La frutta secca in numeri

  • 30 g: è la porzione consigliata da consumare giornalmente. Equivale a circa 20 nocciole o 23 mandorle, oppure 8 noci o 50 pistacchi o 18 anacardi. Non devono essere salati, tostati e devono avere la pellicina, pena la perdita di molte sostanze utili.
  • 2000 mg: questa è la dose di omega 3 da assumere giornalmente, che equivale a circa 8 noci. Sia l’assorbimento di questi acidi grassi, sia la loro trasformazione in altri composti utili (EPA e DHA), sono penalizzati dai processi infiammatori nell’organismo.
  • 19%: è la diminuzione media delle proteine CAM, marcatori infiammatori del sistema circolatorio, che si ottiene mangiando una porzione al giorno di noci. Diminuendo l’infiammazione, si formeranno meno placche e occlusioni nei vasi.
Mendiants a spirale
Difficoltà: facile
Preparazione: 30 minuti
Cottura: 5 minuti
Ricetta di Roberta Rossi Brunori

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