A Gennaio la natura si sbianca: non per mancanza di colore ma per saggezza. Finocchi, cavolfiore, cavolo cappuccio, indivia, topinambur si vestono di bianco e non spendendo energia per pigmenti sgargianti, la deviano per massimizzare le difese interne: ovvero i loro composti bioattivi, che le aiutano a resistere al freddo e ai patogeni. Composti che guarda caso sono perfetti per noi in questo periodo: se assunti con queste verdure attivano nel nostro corpo percorsi detossificanti, nutrono batteri buoni, calmano infiammazioni silenti.
L'assenza di colori vivaci permette quindi di concentrare risorse su molecole potenti "nascoste". Ad esempio il cavolfiore (focaccia di cavolfiore e ricotta) concentra il sulforafano, che raddoppia l'efficacia proprio in inverno grazie al freddo che preserva gli enzimi. Il sulforafano aiuta il fegato a trasformare le tossine, per eliminarle più facilmente con l’urina. E' termolabile, quindi cavolfiore crudo o cotto al vapore in modo breve = massima efficacia.
Il finocchio oltre ad essere un antimicrobico riduce la produzione di gas intestinale, quindi diminuisce il gonfiore. Indivia (indivia al forno ripiena di patate al pesto) e topinambur contengono inulina, una fibra prebiotica, in particolare il topinambur è la verdura che ne contiene di più (supera cipolla e aglio). Questa fibra preziosa migliora la sensibilità insulinica, cioè fa sì che il corpo usi meglio l'insulina per far entrare lo zucchero nelle cellule invece di lasciarlo accumulare nel sangue (millefoglie di topinambur e crescenza).
Queste verdure bianche ci offrono un detox gentile, scientifico e stagionale, senza digiuni estremi: un aiuto dall'interno per ripulirci.












