Celiaci: attenti alle ossa (sin da bambini)


Il più delle volte non dà nessun segno di sé e per questo è definita “il ladro silenzioso”. È l’osteoporosi, un’alterazione degenerativa delle ossa caratterizzata dalla riduzione quantitativa della densità minerale ossea (DMO), con una conseguente minore capacità meccanica di resistenza e una aumentata predisposizione alle fratture. L’osteoporosi può rimanere clinicamente silente anche dopo molti anni dall’inizio dei processi di demineralizzazione dello scheletro. Il dolore, localizzato più frequentemente al rachide, rappresenta, nella maggior parte dei casi, l’unico sintomo.

Tanti studi diversi ma stesse evidenze

E' perciò chiaro quanto sia fondamentale per bambini e ragazzi raggiungere la densità ossea ottimale per essere in grado di affrontare con uno scheletro in buone condizioni la decalcificazione dell’osso che a una certa età diventa fisiologica. Sfortunatamente, nei celiaci giovanissimi frequentemente viene riscontrata una DMO inferiore a quella dei loro coetanei. Un dato, questo, comprovato da più studi; il più recente è stato pubblicato su Bone. Questo lavoro sloveno, svolto con la metodica dell'assorbimetria a raggi X a doppia energia (DEXA), ha evidenziato che i bambini e adolescenti pazienti osservanti una rigorosa dieta senza glutine avevano una DMO significativamente superiore rispetto ai giovani celiaci meno attenti alla dieta. Di conseguenza i ricercatori consigliavano di procedere alla determinazione della DMO nei giovani intolleranti al glutine e di accertarsi che la loro alimentazione sia adeguata e che fornisca adeguati apporti di calcio e vitamina D. Insomma, la densità ossea può venire compromessa non solo nei celiaci a dieta libera, ma anche in quei celiaci che non riescono a seguire una dieta aglutinata corretta. La relazione tra DMO bassa nei celiaci in età giovanile è un aumentato rischio di fratture è comunque stata messa in evidenza da due importanti studi di popolazione su giovani e adulti. Nel primo, svedese, condotto su 13.000 celiaci e 65.000 controlli è stato osservato un rischio due volte superiore di frattura all'anca  e un rischio maggiore del 40% di fratture in genere nei celiaci rispetto alla popolazione generale. Il secondo, inglese, che ha coinvolto 4.732 celiaci e 23.620 controlli ha osservato un rischio due volte superiore di frattura all'anca e un rischio maggiore del 30% di fratture in genere.

Sarebbe, tuttavia, limitato ritenere che meccanismi sottostanti allo sviluppo di osteoporosi del celiaco siano dovuto soltanto dal malassorbimento intestinale o da errori dietetici, come un inadeguato apporto di calcio o di vitamina D, ad esempio. In uno studio del 2009 condotto dai ricercatori dell’Università di Edimburgo si è mostrato che nel 20% dei soggetti celiaci esaminati, venivano prodotti anticorpi che bloccavano il corretto funzionamento dell’osteoprotegerina (Opg), proteina che blocca gli osteoclasti, cellule responsabili dell’erosione ossea. Nelle conclusioni, i ricercatori auspicavano la creazione di un test anticorpale per individuare gli anticorpi “antiosso” allo scopo di intervenire molto precocemente nei celiaci e impedire l’indebolimento dello scheletro.

Insomma, oltre al controllo del glutine, è importante che la dieta del celiaco, sin da bambini, sia particolarmente attenta anche alla salute delle ossa. Un elemento, questo, forse non sempre considerato così attentamente dagli operatori sanitari o dalle famiglie. Per questo, oggi vi propongo una ricetta ricca di sesamo, un integratore naturale di calcio. Altri consigli per arricchire la dieta del prezioso minerale, potete trovarli in questo pratico decalogo (in 2 post).

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