Bambini e formaggi light: scarsi risultati


Se volete far perdere peso ai vostri figli, sia piccoli che adolescenti, è inutile che gli compriate i formaggi cosiddetti light. Almeno così sembrerebbe dai risultati di un recente studio pubblicato sull’American Journal of  Clinical  Nutrition. L'obiettivo era valutare che effetto aveva sugli apporti nutrizionali e sulla salute dei giovanissimi la sostituzione dei normali formaggi e con quelli a grassi ridotti. I ricercatori per 24 settimane hanno coinvolto 93 famiglie con bambini che avevano un’età  dai 4 fino ai 13 anni. 76 bambini sono stati assegnati, a caso, al gruppo che sostituiva i latticini grassi con la corrispondente versione light,  mentre 69 sono stati assegnati a un gruppo di controllo, in cui veniva ridotto il tempo passato davanti allo schermo (per esempio, della tv).

I dati sono stati raccolti all'inizio della sperimentazione, a 12 settimane (fine dell'intervento) e a 24 settimane. Nei partecipanti sono stati misurati l'apporto di grassi saturi, ossia i grassi di origine animali che abbondano nei formaggi, l’apporto calorico  e di sostanze nutritive, le concentrazioni di lipidi nel sangue,  il Body Mass Index (un indice che serve a valutare se si è sottopeso, normopeso o soprappeso) e la circonferenza addominale.

I risultati hanno mostrato che riguardo al peso e alla circonferenza vita, indice di adiposità, non c’era nessuna differenza tra i due gruppi. In altre parole, nessuno era dimagrito o aveva perso massa grassa. E in effetti, si è visto che nonostante i prodotti light, l’apporto calorico ed energetico tra i due gruppi era identico. Le uniche differenze erano:  un apporto di grassi saturi inferiore,  un colesterolo  LDL  più basso di  0,15 mmol/L e un maggiore apporto di calcio, magnesio ma anche di carboidrati nel gruppo “leggero” rispetto all'altro gruppo.

Probabilmente anche i giovanissimi fanno come noi adulti di fronte ai prodotti light: essendo meno sazianti e considerati quasi “acalorici”  ne mangiano di più rispetto alle versioni tradizionali, aumentando anche il consumo di pane o cracker coi quali li accompagnano. Insomma, anche in dietologia è sempre valido il detto del poco ma buono

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome