Burro: poco ma buono! Meglio “di centrifuga” o “tradizionale”?

panetto di burro in burriera con ricciolo
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Sempre ottenuto dalla panna, ma in modi diversi. Come capire se è di qualità leggendo la definizione in etichetta

E ancora: formato burro contadino, classico, di qualità… Le definizioni in etichetta sono le più diverse, alcune anche suggestive, ma solo due hanno valore, perché, dietro, c’è una legge che definisce le modalità di preparazione di questo derivato del latte sulla cui confezione è possibile stampare quelle parole.

Venetia Villani, giornalista e tecnologa alimentare, in questo podcadst spiega quali definizioni cercare in etichetta, così da riconoscere al volo il burro di qualità al momento della spesa.

Inoltre, offre veloci approfondimenti sul tipo leggero, quello senza lattosio, quello chiarificato e il tipo senza colesterolo, per scoprire poi che non tutti i grassi saturi del burro sono “cattivi”…

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Burro: poco ma buono! Meglio “di centrifuga” o “tradizionale”? - Ultima modifica: 2021-02-03T08:30:37+01:00 da Venetia Villani
Burro: poco ma buono! Meglio “di centrifuga” o “tradizionale”? - Ultima modifica: 2021-02-03T08:30:37+01:00 da Venetia Villani

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