Estratti e centrifughe
Non chiamiamoli scarti

scarti
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Un modo per avere estratti e centrifughe a "spreco" zero è quello di prendere confidenza con gli scarti dei nostri succhi e imparare a usarli per preparare sane e semplici ricette

Spesso, una critica che viene mossa all’utilizzo di estrattori e centrifughe è la questione degli scarti, ovvero ciò che rimane nel cestello della centrifuga o estrattore, una volta utilizzati frutta e verdura per preparare i nostri succhi vegetali. Questi scarti si possono usare, hanno ancora qualche valore nutrizionale, ha senso riutilizzarli, e se sì, come usarli, come conservarli, senza avere o limitando il più possibile gli sprechi?

Intanto la risposta è che gli scarti dei nostri succhi vegetai, possono e devono essere riutilizzati, perché contengono ancora una buona parte di vitamine e sali minerali, e soprattutto sono ricchi di fibra, che invece manca nei nostri succhi vegetali.
Le fibre sono importanti per la salute del nostro intestino e anche della nostra flora batterica intestinale! Così come per la preparazione di un buon succo vegetale ci sono delle regole da seguire, anche nell’utilizzo degli scarti che ci faciliteranno il loro uso in cucina:

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  • introdurre prima tutta la frutta e poi la verdura all’interno del nostro estrattore o centrifuga (in modo da averli già separati e poterli usare separatamente)
  • introdurre prima la frutta più dolce da quella più aspra o acidula
  • introdurre per ultimo le verdure più fibrose

Iniziamo quindi a prendere confidenza con questi scarti e vediamo nel concreto come poterli utilizzare, sia in versione dolce che salata per dare un tocco creativo, ma anche salutare ed economico alle nostre ricette!

Se utilizziamo frutta piuttosto polposa (pesche, mango, melone, pere o frutti di bosco) gli scarti possono essere congelati e usati da congelati per ottenere degli ottimi sorbetti da mangiare magari a fine pasto.

Con gli scarti delle verdure (soprattutto finocchio, sedano, carota), si possono congelare all’interno dei portaghiaccio e usare poi in versione monodose come base di un soffritto ad esempio di un risotto.

Se si ha un essiccatore, allora gli scarti possono essere, non solo semplicemente essiccati e conservati per aromatizzare minestre e passati di verdure, al posto del sale ad esempio (nel caso degli scarti delle verdure), oppure nel caso della frutta, nella versione essiccata si potrebbe andare ad aromatizzare dello yogurt oppure usarla anche per preparare una tisana. Ma possono essere usati come ingredienti per la preparazione di biscotti e barrette raw (nell’essiccatore la temperatura non supera i 42° gradi e questo permette di salvaguardare le proprietà nutrizionali dei nostri ingredienti).

Ma non sempre si dovrà necessariamente andare a separare gli scarti di frutta e verdura, a volte si potranno usare insieme, nel caso di un succo vegetale preparato con pere, zenzero e verza o topinambur, questo potrebbe essere aggiunto tranquillamente ad un ripieno di una torta salata o di uno strudel salato.

Gli scarti possono essere conservati anche in frigo per 48 ore al massimo, in contenitori a chiusura ermetica, ma l’ideale è sempre congelarli, per evitarne l’ossidazione e quindi anche la perdita di vitamine.

Altrimenti, un modo molto veloce per utilizzare gli scarti, è quello di trasformarli in salsine per crostini o di accompagnamento a formaggi, in questo caso basterà aggiungere una base grassa, come dell’olio o del burro (si possono preparare anche dei burri aromatizzati) e poi degli insaporitori come spezie, ma anche olive, capperi e pomodori secchi tritati per creare le nostre salsine da accompagnamento ad un aperitivo o anche come condimento veloce di una pasta o di una focaccia!

Ma se parliamo di base grassa, non possiamo non parlare di avocado! E quindi vediamo una ricetta dolce in cui utilizzare gli scarti del nostro succo vegetale per preparare degli ottimi brownie!

Brownie all'avocado

Ingredienti per 12 pezzi: 100 g di farina di avena, 50 g di farina di nocciole, 150 g di cioccolato fondente, 20 datteri, 1 avocado maturo, 200 g di scarti di un estratto (a base di fragole, barbabietola, mela, bietole rosse e canapa), 15 nocciole.

Tagliate l'avocado a metà e togliete il nocciolo. Schiacciate l'avocado con una forchetta fino a renderlo una crema, oppure passatelo nella centrifuga o nell'estrattore con l'apposito filtro. Mettete a bagno in acqua tiepida i datteri dopo averli snocciolati per circa 20 minuti. Scolateli dall'acqua e tritateli a mano con il coltello fino a renderli una crema. Aggiungeteli all'avocado e amalgamateli. Unite lo scarto (tenendone un po' da parte) quindi aggiungete anche il cioccolato fuso e mescolate per amalgamare bene tutti gli ingredienti. A questo punto aggiungete le farine, poco alla volta, per evitare la formazione di grumi. Se l'impasto risukltasse un po' troppo compatto, si può aggiungere qualche cucchiaio di latte d'avena e un po' di estratto dello scarto che si sta usando. Quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati, versate l'impasto in una tortiera rettangolare, aggiungete le nocciole e infornate a 180 °C per circa 30-35 minuti. Sfornate, lasciate raffreddare e tagliate la torta a cubetti.

Tante ricette preparate con gli estratti le trovate nel libro Estratti e Centrifughe di Nadia Gulluni edito da Tecniche Nuove

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Non chiamiamoli scarti - Ultima modifica: 2020-12-16T08:48:10+01:00 da Sabina Tavolieri
Non chiamiamoli scarti - Ultima modifica: 2020-12-16T08:48:10+01:00 da Sabina Tavolieri

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