Toscana enogastronomica
Val di Cornia, alla scoperta di un territorio “divino”


Esiste un delizioso angolino della Toscana non ancora raggiunto dal turismo di massa. Sulle vie degli Etruschi, tra colline, foreste, borghi medievali, vitigni e spiagge dorate bagnate dalle acque del Tirreno, la Val di Cornia offre un’esperienza autentica. Soprattutto in autunno, soprattutto a tavola

Nella provincia di Livorno, tra la Maremma Livornese e la Maremma Grossetana, c’è un territorio immutato nei secoli, ricco di storia e natura e tra i più suggestivi della costa Toscana: la Val di Cornia. Ottobre è tra i mesi più propizi per godersi questa zona, detta anche “Giardino della Toscana” e scoprire a ritmo lento tutte le meraviglie che offre, enogastronomia in primis.

Vivere le cantine

Scoprire il vino del territorio è tra le modalità più intense ed entusiasmanti per entrare in contatto con la Val di Cornia DOC, che comprende il territorio dei Comuni di Suvereto, Sassetta, Monteverdi Marittimo e parte del territorio amministrativo dei comuni di Piombino, San Vincenzo, Campiglia Marittima e Monteverdi Marittima. Qui, i principali vitigni sono il Sangiovese, il Trebbiano e l’autoctono Ansonica, coltivato fin dai tempi degli Etruschi.

Cantina Petra

Una tappa per gli amanti del vino, ma anche dell’architettura, è d’obbligo alla cantina Petra, vicino all’antico borgo di Suvereto. Qui si coltiva biologico con pratiche produttive sostenibili e si organizzano eventi di degustazione e visite, serate musicali, dove è possibile godersi un buon calice di Quercegobbe con una bruschetta condita con il delizioso olio extravergine prodotto da Petra. Un ulteriore motivo per visitare la cantina Petra? È un’azienda tutta al femminile, che trova le sue origini in Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone che scelse nel 1808 questo luogo per il primo nucleo di un suo progetto agricolo.

Casadei

Un’altra cantina da non perdersi è Casadei, in località San Rocco a Suvereto. La Tenuta si estende su 16 ettari, vitati a cabernet sauvignon, cabernet franc, petit verdot, merlot, grenache, mourvèdre, syrah e moscato. Le porte sono aperte su un’incantevole panorama, per vivere diverse esperienze pensate per godersi più intensamente la vigna, tra cui il giro “in carrozza”, grazie ai cavalli di razza Comtois Ursula e Ulisse, e la “passeggiata con il cestino” contenente pane, prodotti tipici e una bottiglia a scelta tra il bianco Incanto Mediterraneo o il rosso Armonia. Su prenotazione, gli ospiti sono accompagnati tra i filari, scoprendo un ambiente autentico e ricco di biodiversità grazie al racconto della filosofia biointegrale di Casadei, per poi visitare la cantina alla scoperta dei processi fermentativi e di affinamento.

Restando in tema vino, non si può tralasciare una gita a Bolgheri, piccolissimo borgo medievale confinante con la Val Cornia, famoso per la paternità del Sassicaia e per la sua impronta fortemente orientata all’enogastronomia. Qui è possibile degustare i vini del territorio nei diversi negozi del paese, ma tra tutti consigliamo l’Enoteca Tognoni dove accompagnare un calice di vino del territorio con una squisita ribollita o un vassoio di bruschette e crostini con affettati toscani e sott'oli casarecci.

Pranzi e cena vista mare

Tra i luoghi da non perdersi per cogliere a pieno l’essenza di un percorso di pace nella zona c’è il relais Poggio ai Santi. Il Podere comprende un ristorante gastronomico di grande fascino, che si apre su tre verande in estate, con vista sulla costa, l'isola d'Elba e Corsica, e che offre suggestione e tepore del focolare in inverno. Poggio ai Santi è anche un'azienda agricola che auto-produce gran parte dei prodotti offerti, tra cui frutta, verdura e l’eccellente olio di oliva, scelto da alcune delle tavole più prestigiose d'Europa. Il SAL8 è il bar agricolo del Podere, dove è possibile bere un buon cocktail a centimetri zero, rilassandosi in un clima di sana campagna e quiete, con il sottofondo della giusta musica e del buon cibo.

Riva degli Etruschi

Se Poggio ai Santi immerge in un magico clima di collina Toscana, un’esperienza a Riva degli Etruschi di San Vincenzo catapulta nel più chic ambiente di mare con ristoranti di classe in grado di appagare corpo e spirito. Uno di essi è il Mariva Beach Restaurant, sulla via della Principessa, dove le proposte gastronomiche evocano la tradizione del territorio: materie prime dal mare e dall’entroterra sono eccellentemente accompagnate da una carta di vini della vicina Bolgheri. Tataki di tonno rosso al sesamo, crudité dell’orto, gel di mango e vinaigrette con soia e peperoncino, spaghetti allo scoglio o spaghetti alla chitarra al pesto di pistacchi, fiori di zucca e gambero rosso crudo. Qui, dopo un pasto da leccarsi i baffi, la carta dei dolci vince su qualsiasi tentativo di rinuncia, con un trionfo di cheescake al primo posto.

Il Bucaniere

Per mangiare vista mare in un ambiente altrettanto elegante, si può prenotare da Il bucaniere, il ristorante nato dalle ceneri del Gambero Rosso, traghettato dal famoso chef Fulvietto Pierangelini in una prestigiosa struttura disegnata dal celebre architetto Massimiliano Fuksas. Cosa provare qui? La ribollita di seppie con polvere di alloro, linguine cacio e pepe con gambero rosso, pescato del giorno, baccalà mantecato alla crema di cavolfiore e passatina di ceci e mazzancolle.

Per un’esperienza più spartana, nei pressi di Piombino chi ama il pesce e lo street food può gioire Al Polpo Marino, dietro alla bella spiaggia di Baratti, dove un originale gazebo a tema sforna polipo cucinato in diversi modi, il baccalà ed il fritto misto della casa.

L’entroterra a tavola

L’affascinante borgo di Campiglia Marittima, contrariamente a ciò che si potrebbe immediatamente pensare, sorge in collina (Marittima significa “della Maremma”). Passeggiando per le viette del centro storico si respira un’atmosfera medievale, protetta fino ad oggi dalle mura che circondano il cuore della città, ma anche dagli eventi e tradizioni che tengono accesa la fiamma della storia, tra botteghe artigianali, locande e ristorantini affacciati su un’indimenticabile vista che ricorda gli straordinari paesaggi dipinti da Raffaello.

Per soddisfare il palato, il primo luogo che vi consigliamo qui è Cinzia’s Lab al 57021 Food & Wine, ristorante gourmet con una cucina a km zero. Da non perdere la pappa al pomodoro con crostini, la melanzana alla parmigiana della casa ed il tagliere misto di sapori toscani con salumi formaggi, bruschette e verdure.

Il Canovaccio

Sempre a Campiglia, nello splendido centro storico, il Canovaccio propone una cucina raffinata che privilegia i gusti semplici con nuove elaborazioni e presentazione ricercata dei piatti. Da provare gli gnocchi soffiati di patate con baccalà, ricotta e crema di broccoli, gli straccetti di pasta fresca con verdure di stagione scaglie di parmigiano e pinoli e le linguine preparate secondo la ricetta di nonna Paolina con polpo, capperi e olive.

Per cambiare atmosfera c’è Bolgheri Green, un bistrot dalle vibrazioni fortemente hippy, un paradiso per i vegetariani, che muta atmosfera a seconda del momento. La cucina offre sempre selezionati piatti studiati sulla base del raccolto giornaliero e qualche special del giorno dalla griglia, composto da ortaggi abbinati a uova fresche e prodotti caseari di aziende bio locali. L’aperitivo è a piedi nudi sul prato, con cocktail, birre agricole e vini certificati biologici o biodinamici.

 

 

 

 


Val di Cornia, alla scoperta di un territorio “divino” - Ultima modifica: 2020-10-06T08:52:06+02:00 da Sabina Tavolieri
Val di Cornia, alla scoperta di un territorio “divino” - Ultima modifica: 2020-10-06T08:52:06+02:00 da Sabina Tavolieri

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome