Vini italiani ottimi, solfiti bassissimi


Vini biologici italiani promossi a pieni voti da Altroconsumo. L’associazione ha effettuato dei test comparativi per mettere alla prova la qualità dei vini provenienti da uve biologiche italiane. Il test di Altroconsumo ha esaminato nello specifico la presenza di solfiti in 14 vini rossi

Italia batte Germania, almeno sulla qualità dei vini biologici: il test comparativo di Altroconsumo realizzato su 14 vini rossi prodotti con uve da agricoltura biologica ha sancito l’ottimo rapporto buona qualità/prezzo e soprattutto la quasi totale assenza di solfiti, presenti in tenori bassissimi (la loro segnalazione in etichetta è d’obbligo se queste sostanze superano la dose di 10 mg/l, dato che possono essere responsabili di reazioni allergiche).

Il nuovo regolamento che disciplina la produzione di vino biologico, in vigore dal 1 agosto 2012 e che riguarderà le prossime produzioni, prevede per i solfiti limiti più rigorosi, con tenori massimi consentiti, per i rossi,  di 100 mg/l, contro i 150 previsti per i tradizionali. I tedeschi hanno però chiesto e ottenuto per i biologici di propria produzione di tenere alti i livelli di solforosa, per ragioni climatiche.

Il test di Altroconsumo ha riscontrato sui quattordici prodotti quantitativi ben al di sotto dei limiti legali: solo due prodotti su 14 raggiungono 92 mg/l, tre ne sono privi, gli altri raggiungono livelli inferiori a 68 mg/l.

Diversi i parametri analizzati in laboratorio: valutazione del grado alcolico, confrontando il valore riscontrato con quanto dichiarato in etichetta; analisi dell’acidità totale (fondamentale per la buona riuscita di un vino, ne permette una lunga conservazione) e dell’acidità volatile (che segnala lo stato di conservazione dei vini ed eventuali loro alterazioni). Assenti in toto i pesticidi che vengono più utilizzati sulle uve, ricerca, risultata vana, di 65 fitofarmaci (la legge per i prodotti biologici esclude teoricamente l’uso di pesticidi, ma ammette in caso di grave rischio per una coltura l’uso di alcuni prodotti fitosanitari autorizzati nella produzione biologica) e di metalli pesanti più diffusi in quanto contaminanti ambientali, quali cadmio e piombo.

Anche il rapporto tra anidride solforosa libera e solforosa totale, significativo in quanto ci dà indicazioni sulla qualità della tecnologia utilizzata, ha dato risultati piuttosto soddisfacenti.

Gradimento anche sulla prova d’assaggio, realizzata in forma anonima con il metodo scientifico dell’analisi sensoriale.

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