Cibo Italiano e Cucina del benessere

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La buona salute e crescita del settore produttivo Italiano legato al cibo di qualità e biologico come premessa fondamentale per una cucina attenta al gusto e al benessere

Anche se già lo sapete non fa certo male ricordare che il 2018 è l’anno dedicato al cibo Italiano, un elemento di forte distinzione e orgoglio nazionale che nel mondo è molto conosciuto e diffuso a dimostrazione di una ricchezza gastronomica di assoluto livello.

Un cibo sempre in balia però di una serie di pericoli non di poco conto come tutte le cose ambite e invidiate, non si contano infatti gli innumerevoli (spesso maldestri) tentativi di imitazione scimiottando nomi originari della nostra grande tradizione della tavola.

Malgrado tutto questo le notizie che arrivano dai mercati internazionali sono molto positive e portano grandi meriti al grande lavoro di chi si occupa di cibo Italiano a qualsiasi livello.

È quanto si evince dai dati economici di 815 aziende che nel loro complesso arrivano a fatturare una cifra non di poco conto, ben 61 miliardi di euro.

Ci ha pensato l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo a elaborare questi dati pubblicando il Food Industry Monitor 2018, strumento analitico molto interessante per chi si occupa di alimentazione e cucina.

La prima indicazione interessante che leggiamo è l’aumento del prodotto interno lordo del settore alimentare attestatosi intorno al 3,6%, una cifra più che doppia rispetto al PIL nazionale complessivo.

I settori più in forma sono quelli del food equipment con a seguire i distillati, l’acqua, i dolci, il packaging, la birra, la pasta, il caffè e i surgelati.

In buona salute sono anche le aziende operanti nel mondo del vino, delle conserve, dei prodotti a base di carne, latte e derivati, delle farine e dell’olio.

Oltre alla crescita della produzione si evidenzia una parallela crescita dei ricavi (tranne alcune eccezioni) che confermano il buon andamento generale del settore food Italiano.

Non bisogna poi dimenticare però che anche tutto il settore del biologico su cui si basa la più qualificante cucina del benessere vanta numeri e crescita di grande rilevanza.

Tutto questo ben dispone al miglioramento in chiave di salute delle molte ricette realizzate ogni giorno in tutte le realtà ristorative dove se è relativamente facile trovare soddisfazione al gusto e alla bontà tramite la presenza del cibo Italiano lo stesso non si può dire riguardo al profilo nutrizionale complessivo.

2 COMMENTI

  1. buongiorno Giuseppe,
    a proposito di alimentazione, ho trovato segnalato da più fonti che l’ONU sta preparando una sua “raccomandazione” a riguardante olio di olive, formaggi e salumi; pare riguardi anche la pizza. La proposta è di tassare pesantemente e corredare di immagini terribili (stile pacchetto delle sigarette) questi alimenti, perché nuocciono grandemente alla salute. Ho trovato varie conferme: non conosco le policy di questo blog, quindi non so se posso mettere i link. Insomma: non ci volevo credere. Un conto è mettere le persone in grado di gestirsi una dieta buona e salutare, un altro è il massimalismo a-scientifico. Se poi consideriamo che una merendina senza zucchero, ma con aspartame e aromi artificiali, si salva e quindi avrebbe l’imprimatur di “cibo buono e sano”, scopriamo che ci guadagnerebbero i produttori di quel tipo di cibi. Cosa che purtroppo stuzzica la mia malizia 🙂
    Ti risulta qualcosa in proposito?
    grazie
    michele

    • Caro Michele,
      intanto ti chiedo profondamente scusa per l’attesa, questa volta colpa mia o meglio del fatto di essere in vacanza e non seguire costantemente i vari progetti fra cui il blog, ma fra pochi giorni ritorno attivo al 100%!
      Ho sentito di questa notizia, ma personalmente non sono riuscito ad approfondire, di sfuggita alcune mie fonti autorevoli mi hanno però avvisato di essere estremamente prudente al riguardo perché era iniziata una speculazione assurda sulla notizia che andrebbe in realtà analizzata a mente fredda e in maniera assolutamente obbiettiva, altrimenti capita di sentire “pareri” apparentemente autorevoli (da persone per altro inaspettate che per prime dovrebbero usare il criterio della prudenza in maniera maniacale) del tutto fuori luogo e probabilmente io penso del tutto ridicoli.
      Per il momento posso solo dirti che prima mi documento in maniera oggettiva da fonti realmente autorevoli e poi risponderò ancora a questa tua domanda che trovo più che opportuna e interessante!

      A presto

      Giuseppe

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