Le cime di rapa sono una di quelle verdure che insegnano a mangiare di stagione sul serio. Arrivano quando il corpo ha bisogno di piatti caldi, sapori decisi e nutrienti veri. Non cercano di essere gentili: sono sincere, robuste, nutrienti. Non chiedono nemmeno di piacere a tutti. Sono amare, leggermente piccanti, con quel retrogusto verde e selvatico che resta in bocca. Ed è proprio qui il loro fascino, che te le fa o amare alla follia (o odiare). Una cosa è certa, tra le verdure invernali, le cime di rapa sono forse le più identitarie: raccontano romanticamente il Sud Italia, la cucina contadina, le tavole semplici e saporite, ma anche una straordinaria concentrazione di benefici per la salute. Siamo soliti abbinare le cime di rapa alle orecchiette ma, in verità, si prestano a mille ricette.
Un po’ di storia delle cime di rapa
Le cime di rapa appartengono alla grande famiglia delle Brassicaceae, la stessa di cavoli, broccoli e cavolfiori. Dal punto di vista botanico sono le infiorescenze e le foglie giovani della rapa, raccolte prima che il fiore si apra completamente. In Italia sono legate in modo indissolubile alla Puglia, dove diventano protagoniste assolute di uno dei piatti simbolo della cucina regionale: orecchiette con le cime di rapa. Ma la loro storia è ancora più antica e mediterranea: erano coltivate già in epoca romana, apprezzate per la facilità di crescita e la capacità di resistere al freddo, diventando un alimento prezioso nei mesi invernali.
Perché le cime di rapa fanno bene
Come tutte le crucifere, le cime di rapa sono una piccola farmacia naturale. Il loro sapore deciso è il segnale di una grande ricchezza nutrizionale. Sono: ricche di vitamina C, fondamentale per sostenere il sistema immunitario nei mesi freddi, un'ottima fonte di vitamina A e carotenoidi, utili per la salute della vista e della pelle, cariche di folati, importanti per il metabolismo cellulare e ricche di calcio vegetale, una buona notizia per chi consuma pochi latticini.
Il vero valore aggiunto, però, è la presenza dei glucosinolati, composti solforati tipici delle crucifere. Queste sostanze diventano attive quando le cime vengono tagliate, tritate o masticate e sono studiate per il loro ruolo protettivo nei confronti delle cellule, oltre a sostenere i processi di detossificazione del fegato. L’amaro, spesso temuto, è in realtà un pregio: stimola la digestione e la produzione di bile, aiutando l’organismo a “ripartire” dopo periodi di alimentazione più ricca.
Le ricette con le cime di rapa
Le cime di rapa danno il meglio con cotture brevi. Lessarle troppo a lungo significa perdere buona parte delle vitamine e accentuare un sapore sgradevolmente sulfureo. Il metodo ideale è o sbollentarle pochi minuti in acqua salata oppure saltarle direttamente in padella con olio extravergine, aglio e peperoncino.
In cucina sono incredibilmente versatili: con la pasta, non solo orecchiette ma anche gnocchi, spaghetti o pasta integrale; nei ripieni, per torte salate, ravioli o focacce; come contorno, semplicemente ripassate in padella o nei piatti unici, abbinate a legumi, patate o cereali. Un’idea in più? Provarle frullate in una crema verde intensa, magari con un filo d’olio e qualche mandorla tostata, oppure usarle come base per un pesto amarognolo e sorprendente.
Ecco 5 ricette con le cime di rapa da preparare e gustare ora.




