Sovrappeso: è colpa dei geni?


Sebbene il rapporto obesità-genetica sia un argomento molto complesso e dibattuto, le ultime acquisizioni possono aiutare meglio a comprendere il perché tanti combattono eternamente con la bilancia. Una bellissima ricerca pubblicata sull’International Journal of Obesity ha individuato con certezza 22 geni del nostro DNA che in più studi scientifici sono stati correlati all’obesità. Ciascuno di questi geni contribuisce a far ingrassare per una di queste cinque caratteristiche.

 

- Un metabolismo lento e un conseguente dispendio energetico basso.

- Una tendenza a mangiare più del necessario a causa di uno scarso controllo ormonale sulle sensazione di appetito e di sazietà.

- Una capacità rallentata di bruciare i grassi alimentari a scopo calorico.

- Una tendenza a sviluppare un gran numero di cellule adipose e il loro stoccaggio come adipe.

- Una propensione all’inattività fisica.

 

Insomma, i geni vanno a influenzare proprio le tre diverse componenti che compongono la spesa energetica di ogni individuo. Dal metabolismo basale al modo di “bruciare” le sostanze nutritive, fino a un sorta di pigrizia innata. Ma ritrovarsi ad ereditare questi geni non vuol dire che si è destinati a diventare grassi ma che rispetto ad altri individui si ha una predisposizione (non un destino!) a prendere peso piuttosto che a perderlo. E sarebbe proprio questa predisposizione che si può manifestare in determinati periodi della vita più “a rischio” per il peso. L’esempio più banale è lo stress, che può far saltare le abitudini di tutti i giorni spingendo verso la gratificazione immediata di alimenti molto dolci (in particolare per le donne) o grassi (uomini). Una persona predisposta geneticamente ingrasserà più facilmente degli altri e poi farà molto più fatica per tornare al suo peso forma.

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