Quando il freddo aiuta la linea


Perché in inverno aumenta la voglia di cibi grassi e dolci, che già a guardarli ingrassiamo? Dobbiamo ricordarci che noi mammiferi a sangue caldo trasformiamo in energia termica una parte dell’energia chimica proveniente dagli alimenti per mantenere costante la temperatura interna. Quando il termometro esterno scende sotto i 15 gradi, il nostro metabolismo comincia a bruciare più energia: tanto più si abbassano i gradi tanto più il nostro organismo cede calore all’esterno e quindi ha bisogno di calorie. Ed é proprio per sopperire a questa maggiore richiesta energetica che cominciamo a fissare avidamente le vetrine delle pasticcerie. Tuttavia, questo conflitto termico tra noi e l’ambiente esterno aiuta a mantenere la linea: fa smaltire i grassi che sono adibiti al riscaldamento dell’organismo. Insomma, anche se con la bella stagione dimagrire è più semplice, non dobbiamo però sottovalutare l’azione stimolante sul metabolismo delle basse temperature. Tra l’altro col freddo si attiva un particolare tipo di tessuto adiposo, chiamato bruno, molto attivo nel produrre calore e particolarmente abbondante nei neonati che da qualche anno è sotto i riflettori della ricerca scientifica. Le cellule di tessuto adiposo bruno, un tempo ritenute assenti negli adulti, continuano a rimanere sebbene in percentuale modesta tra le scapole e il collo (tra l’altro, sono più numerose nelle donne rispetto agli uomini). Queste cellule, una volte “risvegliate” dal freddo, continuerebbero a lavorare, favorendo così la diminuzione del grasso normale, cosiddetto bianco, e il conseguente dimagramento. Se è continuamente attivato, questo tessuto riuscirebbe a bruciare tra le 300 e le 400 calorie al giorno.

Le novità dalla ricerca

È dei mesi scorsi la notizia della scoperta, da parte dei ricercatori della Columbia University, di un nuovo farmaco (che fa parte della classe delle tiazolidine) in grado di trasformare il grasso bianco in grasso bruno. Un approccio terapeutico molto interessante che però porterà risultati in futuro, visto i pesanti effetti collaterali dati dal farmaco. Inoltre, altri studiosi USA (del Dana-Farber Cancer Institute) avrebbero individuato un terzo tipo di cellule adipose a metà tra quelle del grasso bianco e il grasso bruno, decominate “cellule beige”. Come quelle brune anche queste si trovano in piccole percentuali nel nostro organismo ma sono in grado di consumare molto calorie per scaldarci. In attesa di novità in campo terapeutico, accontentiamoci di “svegliare” il nostro grasso bruno esponendoci moderatamente al freddo come anche consigliano i ricercatori della prestigiosa Harvard University. Secondo loro, in inverno basterebbe abbassare di qualche grado il termostato di casa, consentendo così al nostro metabolismo di bruciare le calorie per riscaldarci. In effetti, alcuni loro lavori hanno fornito dati rassicuranti. In uno, ad esempio, hanno esposto un gruppo di volontari vestiti solo con la divisa di cotone da infermiere a una temperatura di 19 gradi per 2 ore e rilevando una notevole attivazione in questi soggetti del tessuto adiposo bruno. In conclusione, possiamo riassumere così i consigli per non ingrassare da adesso e fino alla primavera: mangiare in modo bilanciato e riscaldante (adottando dei menu settimanali bilanciati dal quale è tratta questa bella minestra verde al rafano), pesarsi regolarmente per tenere sotto controllo la situazione, aumentare le passeggiate all’aperto e coprirsi il giusto.

 

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