Italiani in sovrappeso ma informati: una contraddizione?


Dell’Obesity Day, l’importante  iniziativa di sensibilizzazione su sovrappeso e salute organizzata dall’ADI, Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, che si tiene ogni anno in Italia nel mese di ottobre ne avevamo già parlato a suo tempo (vedi questo post del 15 ottobre). Ebbene, oggi sono stati divulgati dei dati interessanti raccolti durante quel giorno dai vari centri ospedalieri coinvolti. In particolare, sono stati intervistate duemila persone delle quali il 37% è risultato obeso, il 32% sovrappeso, il 28% normopeso mentre il 3% sottopeso. Ma a parte queste percentuali, abbastanza sovrapponibili a quelle già note, l’informazione più interessante riguarda le risposte fornite sulle abitudini alimentari e sullo stile di vita. Più della metà degli intervistati ha risposto correttamente alle domande presenti nei questionari in tema di corretta alimentazione; il 48%, ad esempio, sa che la colazione non va saltata, il 44% dichiara di mangiare molta frutta e verdura mentre l’82% consuma generalmente olio di oliva. Tuttavia, queste conoscenze non sembrano avere effetto sul raggiungimento o sul mantenimento di un peso corretto. Le ragioni di questo scollamento tra teoria e pratica sono tante e implicano tantissimi aspetti. Tuttavia, mi torna in mente quella ricerca Usa pubblicata la scorsa primavera (vedi mio post sulla notizia) fatta sulla percezione dei bambini sul cibo, secondo i quali gli alimenti o sono buoni di sapore oppure fanno bene alla salute, mai le due cose insieme. In altre parole, se il cibo viene presentato come sano e “dietetico” perde ogni appeal nei più piccoli. Ma forse la stessa cosa succede a ogni età…

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