Impariamo a valutare il sale dalle etichette


Il sale è presente in tanti prodotti insospettabili che troviamo sugli scaffali dei supermercati, ad esempio in alcuni tipi di biscotti o di cereali da prima colazione. Giacché un apporto eccessivo di sale come  è noto non giova alla salute, ecco un modo per individuare facilmente se un prodotto ne è troppo ricco. Nelle etichette nutrizionali presenti nella maggior parte dei prodotti alimentari, quando troviamo la dicitura “sale” dobbiamo dividere la quantità per 2,5, individuando così la quantità di sodio effettivo (ormai, tutti sul telefonino abbiamo la funzione “calcolatrice”). Se il risultato è di 0,4 g su 100 g è meglio non acquistare il prodotto o, almeno, sceglierlo in modo sporadico e, magari, abbinarlo durante il pasto ad altri alimenti non salati; un valore intermedio di 0,2 è accettabile mentre da 0,1 g in giù via libera.

E poi, imparariamo a cucinare limitando oppure sostituendo il sale con altri ingredienti come viene consigliato in questo articolo, dal quale è tratta la ricetta degli stuzzichini ai 5 semi, un’ottima alternativa casalinga ai cracker (salatissimi!) e simili.

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