I vantaggi sul peso di una giornata alimentare “corta”


"Colazione da re, pranzo da principe e cena da povero", questo antico detto ha trovato la conferma scientifica, forse definitiva, da uno studio Usa condotto dal Pennington Biomedical Research Center e reso noto dall'Obesity Society, che ha modificato gli orari dei pasti su un gruppo di persone verificandone gli effetti sul peso. In soldoni, un gruppo di persone obese per quattro giorni ha consumato tutti i suoi pasti in una finestra temporale di 12 ore, ossia dalle otto del mattino alle otto di sera. E poi, per altri quattro giorni, ha ridotto questa finestra, ma non le calorie consumate, dalle otto del mattino alle due del pomeriggio. I ricercatori hanno poi valutato l'impatto della "giornata corta" sulla spesa energetica, i grassi "bruciati" e il senso di fame. E i risultati hanno mostrato svariati vantaggi, come una riduzione delle oscillazioni dell'appetito durante il giorno e un'aumentata combustione dei grassi nelle ore notturne. Sebbene siano necessari ulteriori sviluppi per comprendere meglio gli effetti sul metabolismo di un'alimentazione prevalentemente diurna, certamente l'abitudine di abituarsi e cene leggerissime si conferma un modo facile e saggio per controllare il peso.

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