In occasione di Spazio Nutrizione, l'appuntamento milanese dedicato alla nutrizione che si è appena concluso, è stata presentata in anteprima un'indagine su alimentazione, proteine vegetali e longevità. L'ha realizzata AstraRicerche su incarico di MartinoRossi, azienda italiana che produce farine, preparati e prodotti a base di cereali e legumi, ascoltando due voci: oltre mille italiani tra i 18 e i 70 anni e cento professionisti tra biologi nutrizionisti, dietisti e medici dietologi. È un sondaggio d'opinione e non uno studio clinico, ma racconta come sta cambiando il rapporto con il cibo. Ecco i quattro punti che ci sono sembrati più interessanti.
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Il ruolo della dieta nell'invecchiare bene
Che invecchiare faccia un po' paura è comprensibile, e l'indagine lo conferma: le preoccupazioni più diffuse sono perdere energia e forza fisica (57%), lucidità (53%) e autonomia (52,5%). Gli italiani però reagiscono: il 76% vuole restare autonomo il più a lungo possibile, anche a costo di qualche rinuncia oggi, e il 71% dice di prendersi già cura della salute pensando alla vecchiaia. In questo quadro la tavola ha un ruolo preciso: due italiani su tre (67%) considerano il cibo una vera medicina preventiva e il 65% è convinto che ciò che mangia oggi influirà su come starà dopo i 70-75 anni. In altre parole, per molti la dieta è un modo concreto di prepararsi alla vecchiaia, da mettere in pratica fin da adesso.
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Il vegetale cresce, trainato dai giovani
Questa attenzione al futuro passa anche da una dieta più ricca di alimenti vegetali, la cosiddetta plant-based o green, e non riguarda solo chi ha già una certa età ma anche i più giovani. Lo si vede nelle scelte quotidiane: il 44% mangia più prodotti vegetali rispetto a 3-5 anni fa e uno su quattro prevede di orientarsi ancora di più verso il vegetale entro 5-10 anni. Tra i più giovani l'abitudine è più radicata: il 43% della Generazione Z (i giovani sotto i 30 anni circa) consuma ogni settimana prodotti vegetali confezionati, contro il 16% dei cosiddetti boomer (oggi tra i 60 e i 70 anni).
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Legumi: gli esperti ci credono
È la parte più incoraggiante per chi ama la cucina vegetariana. I nutrizionisti ne sono certi: il 95% li ritiene utili per invecchiare bene e il 74% li considera la fonte proteica più sottoutilizzata dagli italiani, anche se, secondo loro, solo 4 pazienti su 10 (39%) ne coglie il beneficio.
Dal lato degli italiani il quadro è un po' diverso: quando si parla di dieta e longevità, pensano soprattutto a verdura e frutta, e i legumi li cita meno di una persona su dieci (9,8%). Eppure questi alimenti sono sulle tavole di tre italiani su quattro almeno una volta a settimana (73,5%) e, quando glieli si ricorda, il 78,4% li riconosce utili per invecchiare in salute.
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Prodotti pronti, purché ben fatti
La maggioranza degli italiani e tre nutrizionisti su quattro pensano che i prodotti vegetali confezionati aiutino ad aumentare le proteine vegetali senza stravolgere le abitudini, e il 70% degli esperti li considera una soluzione quando c'è poco tempo. A una condizione: la qualità. Gli italiani chiedono soprattutto assenza di additivi (80%), tante fibre (75%) e pochi grassi saturi (73%), e il 64% vorrebbe anche una lista di ingredienti corta e comprensibile. Per i nutrizionisti il primo requisito sono i pochi grassi saturi (85%), seguiti dall'indicazione chiara del legume o del cereale usato (77%).
Al termine della presentazione i risultati sono stati commentati da Matteo Angri, R&D Innovation Manager di MartinoRossi, che ha messo in luce il filo che li lega: «I risultati di questa ricerca evidenziano chiaramente quanto sia forte e in crescita l'attenzione verso la longevità e la prevenzione, temi strettamente legati a ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto». Lo stesso Angri aggiunge, sui prodotti pronti, che «tanto i consumatori quanto i nutrizionisti sono oggi più consapevoli ed esigenti: cercano prodotti trasparenti, formulazioni equilibrate ed etichette “pulite”».





