Mangiar sano
Intuitive eating: cos’è l’alimentazione intuitiva e perché ne parlano tutti

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Mangiare bene significa nutrirsi con consapevolezza senza contare le calorie. È questo l’assunto dell’intuitive eating, l’anti-dieta che vuole ciascuno di noi protagonista del proprio destino alimentare

Se le prime tre parole che vi balzano in mente quando pensate all'estate sono: mare, sole e dieta, non potete biasimarvi di quante miracolose diete lampo avete sentito parlare in zona Cesarini, estate alle porte? L'intuitive eating prende una direzione opposta: niente diete, niente contacalorie, nessuna visita ossessiva alla bilancia. Ecco perché potremmo definirla una filosofia dell'anti-dieta.

Quali sono le basi dell'intuitive eating

La pietra miliare sulla quale poggia l'intuitive eating è l'atteggiamento sano nei confronti del cibo e del corpo. Food positivity e body positivity sono strettamente legate alla conoscenza di sé stessi e dei propri bisogni, per la serie:"ascolta il tuo corpo" e agisci di conseguenza. Senza dare troppo adito ai condizionamenti esterni: dietologi-guru, peso forma al quale ambire e azioni messe in atto per sentito dire. L'esempio negativo più lampante è quello di negarsi il pasto quando si ha fame, allo scopo di perdere peso. Nulla di più sbagliato secondo l'intuitive eating che poggia saldo sul motto: mangiare quando si ha fame e smettere quando si è sazi.

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Come distinguere, però, la gola dalla fame? L'azione urto dell'intuitive eating mira a distinguere la fame fisica dalla fame emotiva. La prima si esaurisce mangiando, la seconda contribuisce ad innescare un corto circuito pericoloso: mangiare per compensare uno stato emotivo avverso, sentirsi in colpa per averlo fatto, giudicare il proprio corpo e vedere il cibo come un nemico.

Quando nasce l'intuitive eating

Tecnicamente, il termine "intuitive eating” viene coniato nel 1995 dalle dietiste Evelyn Tribole ed Elyse Resch che hanno intitolato proprio così il loro saggio sul "rivoluzionario approccio anti - dieta", come recita la copertina.

Nella pratica la dieta intuitiva vanta altri pionieri e precursori nel panorama statunitense come Thelma Wayler, la dietista che fondò il Green Mountain At Fox Run nel 1973: un luogo di ritiro per aiutare le donne con problemi di peso attraverso attività basate sulla mindfulness. In generale, possiamo dire che la contrapposizione "dieta VS libertà e consapevolezza di sé" si sviluppa negli '70 parallelamente alle tematiche femministe cibo-corpo-emotività.

Perché ne parlano tutti?

L'hashtag #intuitiveeating è comparso in Instagram 1,7 milioni di volte, indice del fatto che il 1995 non è mai stato così vicino e il concetto di alimentazione intuitiva è sulla cresta dell'onda. Accade perché si lega a dibattiti decisamente attuali legati alla percezione di sé, del proprio corpo e di quello degli altri, fuori e dentro i social network. Body positivity, body neutrality, body shaming, grassofobia e mindful eating sono solamente alcune delle tematiche che si intrecciano al concetto di alimentazione intuitiva.

L’intuitive eating in 10 passi chiave

Tribole e Resch individuano 10 comandamenti chiave per iniziare a comprendere e a mettere in pratica la filosofia dell’intuitive eating:

1- Rifiutare la cultura della dieta smascherando le sue conseguenze negative sulla salute mentale e fisica.

2- Non vedere la fame come una nemica ma soddisfarla quando si presenta come impulso biologico

3- Fare pace con il cibo sbarazzandosi delle idee pregresse su cosa si dovrebbe o non si dovrebbe mangiare.

4- Sfidare la "polizia alimentare" secondo la quale esistono cibi buoni e cibi cattivi (che rendono buoni o cattivi chi li mangia).

5- Rispettare il proprio senso di sazietà e smettere di mangiare quando lo si avverte.

6- Scoprire la soddisfazione nel cibo regalandosi momenti di piacere e consapevolezza.

7- Smettere di legare l'emotività al cibo slacciando la fame dalla voglia di consolazione.

8- Rispettare il proprio corpo imparando a conoscerlo e a nutrirlo consapevolmente.

9- Spostare l'attenzione dal perdere peso a prescindere al sentirsi bene e in salute facendo attività fisica.

10- Nutrirsi con gentilezza senza seguire una dieta "perfetta" perché la nutrizione non è tutto o niente: anche un "contentino" ogni tanto può essere positivo per l'anima e l'autostima!

Il consiglio ultimo per chi volesse abbracciare la filosofia dell'intuitive eating e recuperare un sano ascolto del corpo, soprattutto nel caso in cui ci siano in gioco disturbi alimentari o il sospetto di questi, è di farsi seguire da psicologi, nutrizionisti o dietisti esperti in materia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Intuitive eating: cos’è l’alimentazione intuitiva e perché ne parlano tutti - Ultima modifica: 2021-08-23T08:00:33+02:00 da Sabina Tavolieri
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